Como, Ernesto Albanese fu ucciso con 50 coltellate

Gli inquirenti hanno fermato tre persone, coinvolte negli affari di Ernesto Albanese, che potrebbero essere a conoscenza di cosa è successo.

26 ottobre 2014 – A poco meno di un mese dal ritrovamento del cadavere di Ernesto Albanese, i contorni della sua morte sono chiari. Gli inquirenti sono riusciti ad accertare che il 31enne di Fino Morasco, svanito nel nulla nel giugno scorso, è stato torturato, aggredito con oltre 50 coltellate e lasciato morire dissanguato prima di venir caricato in auto e seppellito nei pressi di un bosco di Guanzate, dove è stato rinvenuto nei primi giorni di ottobre.

La morte del giovane, trafficante di cocaina che aveva deciso di mettersi contro i clan della criminalità organizzata, risale alla notte dell’8 giugno scorso. Scrive oggi Il Giorno:

Una volta arrivati nella boscaglia, gli si sarebbero fatti attorno almeno in quattro, e un paio avrebbero iniziato ad assestargli coltellate. Ripetute, alle gambe, all’addome e alla schiena, mai in punti vitali. Una cinquantina. Lo hanno lasciato così, di notte nel bosco, con una sentinella a controllare che non si allontanasse, finché ha smesso di lamentarsi, e di respirare.

A quel punto gli assassini hanno provato a liberarsi del cadavere sotterrandolo nel giardino di una casa disabitata: dopo essersi procurato un escavatore e realizzato una fossa profonda circa 2 metri, i criminali vi hanno gettato il corpo di Ernesto Albanese e hanno coperto tutto con calce e terra, ripianando il terreno sicuri che nessuno l’avrebbe mai scoperto.

Si ipotizza un regolamento di conti

Ci sono voluti due giorni, ma il mistero sembra finalmente chiarito: il cadavere rivenuto giovedì nel terreno di una casa in ristrutturazione a Guanzate, in provincia di Como, è stato identificato come Ernesto Albanese, 31enne originario di Fino Morasco, svanito nel nulla nel giugno scorso.

Si attendo i risultati dell’esame del DNA, ma gli inquirenti non hanno dubbi: il corpo è quello di Albanese, che sarebbe stato ucciso in un regolamento di conti maturato nell’ambiente della malavita locale. L’uomo, infatti, era già noto alle forze dell’ordine per traffico di stupefacenti.

Le modalità del delitto non sono ancora state rese note, ma quello che è certo è che il 31enne è stato freddato e sepolto a tre metri di profondità in una zona abbandonata. I killer non hanno fatto i conti coi lavori di ristrutturazione iniziati nei giorni scorsi, che hanno portato alla scoperta del corpo.

Al momento, lo conferma La Provincia di Como, gli inquirenti hanno fermato tre persone, in manette con l’accusa di rapina e sequestro di persona. Si tratta di dei fratelli Filippo e Andrea Internicola, di 42 e 46 anni, e di Rodolfo “Rudi” Locatelli, 39 anni.

I tre, lo precisano le forze dell’ordine, non sono indagati per omicidio, ma sono sospettati di essere in qualche modo coinvolti nell’attività di Ernesto Albanese e quindi, forse, a conoscenza di cosa sia accaduto.

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