Strage di Erba. Luciano Gallorini: “Olindo aveva una faccia strana”

Continuano le udienze del processo per la strage di Erba. Sono arrivate ieri le deposizioni dei carabinieri intervenuti, in particolare del luogotenente Luciano Gallorini, che riguardo al primo sospetto sui Romano ha dichiarato: Ho visto che Olindo aveva una faccia strana, pupille dilatate. Poi abbiamo sentito la lavatrice in funzione e ci siamo insospettiti. […]

Continuano le udienze del processo per la strage di Erba. Sono arrivate ieri le deposizioni dei carabinieri intervenuti, in particolare del luogotenente Luciano Gallorini, che riguardo al primo sospetto sui Romano ha dichiarato:

Ho visto che Olindo aveva una faccia strana, pupille dilatate. Poi abbiamo sentito la lavatrice in funzione e ci siamo insospettiti. […] Quando abbiamo chiesto dove fossero stati, stranamente, Rosa ha subito tirato fuori uno scontrino di 8 euro dal Mc Donald’s. Olindo aveva ecchimosi importanti sul braccio destro e una sul dito. Le notai quando portammo i due in caserma ad Erba. […] Abbiamo accertato che la sera dell’11 dicembre la corrente della Castagna è stata staccata, tramite il contatore principale […] In tutti gli altri appartamenti con la corrente non c’è stato alcun problema.
Il signor Romano, una volta arrivato, disse a un vigile del fuoco di verificare la condizione dell’impianto perché non c’era la luce. Il vigile disse che il contatore era attivo e che non c’era alcun problema.

Per l’accusa si tratta di un teste molto importante; per Olindo Romano, invece, un burattino nelle mani di Carlo Castagna. In uno dei suoi pizzini ha scritto: “Anche Gallorini è corrotto, ha preso avidamente i soldi sporchi di sangue da quello là”. Ma gli elementi contro di lui e la moglie sono davvero tanti. Nel codice a freccine c’è scritto che «uccidere è una cosa istintiva» e nelle ultime ore si è parlato di una confessione di Rosa Bazzi in carcere, che avrebbe affermato: “Decidemmo di dar fuoco alla casa non per distruggere le prove ma il maligno”. Con maligno indicava Raffaella Castagna, mentre proprio la vittima a lei si era riferita come al “Diavolo in persona”.

La difesa continua a puntare su quattro elementi cardine:

  • una traccia di sangue che non appartiene né agli imputati né alle vittime
  • una incongruenza nel verbale di perquisizione della Seat Arosa dei Romano, in cui è stata trovata una traccia di sangue frammisto di Valeria Cherubini
  • il riconoscimento iniziale di Frigerio che non indicava Olindo Romano
  • Le piste scartate troppo presto dagli inquirenti
  • A questo punto la deposizione di Mario Frigerio è attesa come probabile chiave di volta del processo.

    Via | Strage di Erba, Quotidiano.net, CiaoComo e Il Giornale

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