Ore 12 – Ingorgo Pd: la ressa delle correnti

C’è ressa attorno al Pd. Che avete capito? Non è la fila ai gazebo delle primarie. Né la spinta del popolo “democrat” che, visto il gran ritorno del “Caimano”, bussa alle porte delle sezioni (o dei circoli o come cavolo le chiamano adesso) per chiedere la tessera di iscrizione del partito di Veltroni. No. L’ingorgo

C’è ressa attorno al Pd. Che avete capito? Non è la fila ai gazebo delle primarie. Né la spinta del popolo “democrat” che, visto il gran ritorno del “Caimano”, bussa alle porte delle sezioni (o dei circoli o come cavolo le chiamano adesso) per chiedere la tessera di iscrizione del partito di Veltroni.

No. L’ingorgo è dato dal brulicare e dal rincorrersi delle correnti interne, definite eufemisticamente “associazioni” culturali, pensatoi. D’Alema, la sua, (ma non bastava Italianieuropei?) l’ha battezzata “Red”, a supporto di “Riformisti e democratici”. E Baffino presenta la nuova creatura (toh, guarda che combinazione!) proprio mentre il leader Veltroni è costretto a difendersi in conferenza stampa sul buco del (suo) bilancio che affonda il comune di Roma. Tanto per capire che uno sta da una parte e uno sta da un’altra parte.

Non si muove solo la prima fila. Giovanna Melandri ci prova con “Andare controcorrente”, dato che nessuno parla più di lei, l’ex ministra prova a mettere insieme un pugno di ex compagni trombati e a rischio estinzione. Giovanna alza la sua voce per chiedere le primarie in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee. Convinta che la base tifi per lei e per quelli come lei. E’ l’ultimo treno.

E gli ex margheritini? Il cattolico Enrico Letta già la prossima settimana a Piacenza nel Festival delle idee, risponde con “Associazione 360°” . Marini finge disinteresse ma sta scaldando i motori. La parola d’ordine è “smarcarsi”.

L’11 luglio i giovani leoni (si fa per dire) Luca Sofri e Ivan Scalfarotto raccolgono le teste d’uovo all’insegna dello slogan “Uccidere il padre”, come non bastasse Berlusconi a farli fuori (quasi) tutti.

Per non parlare dei prodiani, ulivisti vari, praticamente in riunione permanente fra loro. A livello territoriale le correnti diventano sottocorrenti e le sottocorrenti qualcos’altro di più piccolo. Le correnti o gli spifferi crescono inversamente proporzionale alla perdita di iscritti e di voti.

Insomma: non c’è più la Festa de l’Unità ma c’è il festival delle correnti. All’insegna dei “pochi ma buoni”. Giusto per fare l’opposto del “partito nuovo” di Palmiro Togliatti.

Tutti alla ricerca dell’anima che non si trova e di un programma politico che non c’è. Detto in altro modo: tutti a sgomitare, tutti a cercare uno spazio, un brandello di visibilità purchessia. Per dire: ci sono anch’io! Ancora.

Il Governo? Ma non c’è Berlusconi? I problemi degli italiani? Un’altra volta. Avanti, compagni! Alla prossima. Per chi suona la campana?