Ore 12 – Fiom in corteo a Roma senza il Pd. E nel 1977 Berlinguer sorseggiava il the in vestaglia infastidito dalle tute blu …

Non è la prima volta che una manifestazione nazionale dei metalmeccanici non trova il supporto e l’adesione del principale partito della sinistra o del centro sinistra. Nell’imponente corteo della Fiom-Cgil che sta attraversando in queste ore il centro di Roma non mancano gli slogan più che pungenti contro Bersani (“Venduto!”) e contro il Pd (“Venduti!”).

Non è la prima volta che una manifestazione nazionale dei metalmeccanici non trova il supporto e l’adesione del principale partito della sinistra o del centro sinistra.

Nell’imponente corteo della Fiom-Cgil che sta attraversando in queste ore il centro di Roma non mancano gli slogan più che pungenti contro Bersani (“Venduto!”) e contro il Pd (“Venduti!”). E’ fuor di dubbio che il Partito democratico è il grande assente alla manifestazione delle tute blu, a ennesima dimostrazione della “coperta corta” del Pd: comunque la tiri, lascia scoperta una parte, incidendo negativamente oggi sui consensi e domani sui voti.

Luciano Lama ripeteva che i lavoratori in lotta non vanno mai lasciati soli, anche quando sbagliano. Ma nella stessa Cgil e soprattutto nel Pci c’era chi la pensava diversamente, a cominciare da Giorgio Amendola, senza indulgenze verso i “compagni che sbagliano”.

Come non ricordare la vignetta satirica del 2 dicembre 1977 in cui Giorgio Forattini su Repubblica ritrasse un “borghesissimo” Berlinguer in vestaglia e pantofole, nella sua poltrona, sorseggiando un tè sotto il ritratto di Marx mentre dalla finestra aperta del suo salotto arrivavano gli echi fastidiosi del durissimo corteo dei metalmeccanici guidato dall’allora “ribelle” cislino Pierre Carniti (oggi Pd) al grido di : “Adesso basta!”?

Anche allora c’era, come c’è oggi, qualcuno che ti spiegava come essere di sinistra e che bisogna essere più a sinistra di altri. Il Pci non solo disertò quella manifestazione ma ne contestò vivacemente la piattaforma. Questo perché gli obiettivi politici del partito di Berlinguer (il compromesso storico) venivano quanto meno “disturbati” dagli obiettivi del sindacato Flm che parlava apertamente di inciucio del Pci con la Dc. In altre parole torna in discussione l’autonomia fra partito e sindacato.

Allora il Pci era impegnato in una difficile svolta politica e di conseguenza, coerentemente, agiva su tutti i fronti, compreso quello sindacale. Oggi è così per il Pd? E’ una questione di strategia politica o solo il solito teatrino legato a diatribe interne?