Grecia, il giorno della verità: entro stasera deve trovare l’accordo con i creditori

Entro la giornata la Grecia deve accordarsi con i creditori privati, o fallirà

di guido


Ancora poche ore e sapremo se la Grecia si salverà dal default o se, come l’Argentina di dieci anni fa, andrà incontro a un fallimento che avrà conseguenze pesantissime per tutta l’Eurozona. Dopo le preoccupazioni di ieri, oggi Atene sembra più vicina alla salvezza, e questo spiega l’ottimismo delle Borse.

Per uscire dal rischio default, la Grecia deve trovare un accordo con i creditori privati (banche, investitori, fondi pensionistici) che hanno acquistato a suo tempo titoli statali che oggi però non possono essere ripagati e che, alla loro scadenza, determinerebbero il fallimento dello Stato. Per evitare questo, il governo ha sottoposto ai creditori un accordo che prevede un deprezzamento del 53,5% del valore dei titoli. In pratica i creditori accettano di ricevere meno della metà di quanto si aspettavano, ma in cambio avranno la certezza di ricevere la somma nei modi e nei tempi pattuiti.

La cifra in ballo ammonta a 206 miliardi di euro di titoli, e Atene ha bisogno che almeno il 75% dei creditori accetti l’accordo, in pratica l’equivalente di 155 miliardi di euro, altrimenti lo “swap” dei titoli di Stato non avrà valore. Al momento c’è ottimismo, dopo che ieri sera le trattative si erano chiuse con un 52,5% di creditori che avevano accettato l’accordo, e oggi le previsioni danno per certo il superamento del fatidico 75% (qui il live blog del Financial Times). Ma cosa succederà in un caso o nell’altro?

Se la Grecia non dovesse riuscire a concludere l’accordo per almeno 155 miliardi di euro di titoli governativi entro le 21 di stasera, le agenzie di rating decreteranno il fallimento tecnico di Atene, con conseguenze disastrose su tutta la zona Euro, stimate in oltre 1000 miliardi. Se invece l’adesione supererà il 75%, Atene potrà tirare un sospiro di sollievo, ma fino a un certo punto. Sarà scongiurato il default tecnico, ma resteranno ancora questioni da risolvere prima di dirsi fuori pericolo.

Innanzitutto c’è la questione riguardante i bond emessi fuori dalla giurisdizione ellenica, su cui Atene non ha il diritto di esercitare lo swap, e che forse dovrà ripagare per intero. Poi c’è il problema di chi non ha aderito all’accordo (come per esempio il fondo pensionistico della Polizia): riceveranno il valore dei titoli per intero, provocando una disparità di trattamento, oppure non riceveranno niente? Infine c’è da capire cosa farà l’Europa se e quando la Grecia avrà ristrutturato il proprio debito: vista la delicatezza della situazione, converrebbe a tutte le parti in causa una fuoriuscita programmata di Atene dalla zona Euro, e c’è chi garantisce che in Germania si sta già lavorando a questo.

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