Primarie Pd 2013: come si vota

Si va alle urne versando un obolo di due euro. Voto aperto a tutti coloro che firmeranno l’albo dei sostenitori.

Un’infografica ben fatta riassume come si vota alle primarie Pd. Il sito del Partito Democratico scrive:

Si vota dalle 8:00 alle 20:00.
Hanno diritto di voto le cittadine/i e le elettrici/elettori che hanno compiuto il sedicesimo anno di età.

Cerca il tuo seggio visitando il sito www.primariepd2013.it oppure recandoti al circolo PD più vicino.

I ragazzi tra i 16 e i 18 anni, gli studenti, i lavoratori fuori sede e i cittadini temporaneamente fuori sede per motivi personali, debbono obbligatoriamente registrarsi online per poter esercitare il diritto di voto. Per tutti la registrazione online si potrà effettuare fino alle ore 12:00 del 6 Dicembre 2013.
Ricordati che prima di prendere la scheda elettorale ti sarà richiesto di firmare l’albo degli elettori delle Primarie e la normativa sulla privacy.

Recati al tuo seggio munito di un documento d’identità e della tua Tessera Elettorale, nonché di 2 euro di contributo per le spese organizzative (gli iscritti al PD non hanno quest’obbligo) e ti sarà consegnata la scheda elettorale per esercitare il tuo diritto di voto.

Barra sulla scheda il nome della lista del candidato a Segretario Nazionale del PD che intendi sostenere.

Le regole delle Primarie Pd

Le regole delle Primarie Pd sono state decise dalla direzione nazionale del Partito Democratico contemporeaneamente al come e quando si voterà per eleggere il prossimo segretario (che secondo i sondaggi non potrà che essere Matteo Renzi). Facciamo allora il punto della situazione.

Come si vota

Come già per le primarie di coalizione per scegliere il candidato premier, anche queste saranno primarie aperte. Il voto sarà consentito a tutti gli iscritti al partito e quelli che firmeranno il solito “albo dei sostenitori”, dichiarando così di “riconoscersi nella proposta politica del partito e di sostenerlo alle elezioni”. Mentre gli iscritti potranno votare gratis, tutti gli altri dovranno versare un obolo di due euro al momento del voto. Non ci sarà la pre-registrazione che l’ultima volta aveva creato tante polemiche.

Una novità di rilievo è che quest’anno si potrà versare l’obolo anche online, pagamento con carta di credito o paypal. In questo la soglia minima è di 2,5 euro, ma inclusi sono un mese di abbonamento a Europa e l’Unità. Inoltre si dovrà andare al gazebo solo per votare, senza fare nessun tipo di fila per registrarsi o pagare. Per compilare il modulo della registrazione, questo è link da seguire. Il tutto è parte degli studi sul crowd funding che il Pd sta facendo con una certa solerzia, in modo da non farsi trovare impreparato nel momento in cui si arriverà davvero all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

La data delle Primarie Pd: quando si vota

La data è quell’otto dicembre che già da tempo era stato segnato sul calendario dei candidati. In quel giorno però si voterà solo per il segretario, mentre per scegliere i segretari regionali (appuntamento fondamentale per evitare che “il segretario si trovi senza partito”) si voterà separatamente entro il 31 marzo 2014. Le candidature sono state presentate da tutti entro l’11 ottobre. (i candidati alle primarie sono Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella, escluso dopo la convenzione; Pippo Civati). L”8 dicembre si vota.

Come ci si candida

Le candidature devono avere l’appoggio almeno del 10% dei componenti dell’assemblea nazionale oppure di un numero di iscritti non inferiore ai 1.500 e soprattutto “distribuiti in non meno di cinque regioni appartenenti ad almeno tre delle cinque circoscrizioni elettorali per il Parlamento europeo”. A differenza delle scorse primarie, in ciascun collegio ci potrà essere una sola lista collegata al candidato alla segreteria.

La campagna elettorale

Ogni candidato non potrà spendere più di 200mila euro per promuovere la sua candidatura. Si possono far stampare volantini e manifesti, mentre niente da fare per la pubblicità su radio, tv e giornali.

Il segretario sarà anche candidato premier?

Questo è un punto cruciale ed è anche il gioco dell’ipocrisia. I dirigenti del partito che prima aveva creato l’automatismo per cui il segretario sarebbe stato anche il candidato premier vorrebbe ora distinguere i due ruoli. Mentre Matteo Renzi, che aveva chiesto e ottenuto una deroga a questa legge per potersi candidare contro Bersani, preferirebbe che l’automatismo fosse mantenuto. Per il momento la questione non è stata risolta, ma è facile prevedere che si arriverà a un compromesso: salterà l’automatismo “segretario-candidato premier”, ma il segretario potrà candidarsi alle primarie che decideranno del candidato primo ministro.

La preparazione alle Primarie Pd

Per Matteo Renzi peggio di così non poteva cominciare. In direzione nazionale il segretario del Partito Democratico Guglielmo Epifani non solo ha proposto la separazione tra segretario e candidato premier (Renzi vorrebbe conquistare la segreteria per lanciare da una posizione di forza la sua corsa alla premiership), ma ha addirittura ventilato la possibilità che le primarie per la segreteria siano limitate ai soli iscritti al partito. Il contrario di primarie aperte, insomma.

Andrea Marcucci, senatore renziano, scrive: “Alla direzione hanno già dimenticato la batosta delle ultime elezioni e si predispongono ad incassare la prossima”. Per una volta d’accordo con i loro nemici giurati sono anche i giovani turchi del Pd, per i quali parla Matteo Orfini: “In un momento difficilissimo non possiamo chiuderci nelle nostre paure“.

E in effetti la speranza di Epifani che solo gli iscritti possano votare alle primarie sembra proprio una reazione di chiusura, il modo che la scelta cada sui candidati più ortodossi (lo stesso Epifani?). La logica dietro a queste ipotesi la spiega Franceschini: “Le primarie aperte sceglieranno il candidato premier. La regola segretario-candidato premier era adatta a una fase di bipolarismo”.

Qualche passo avanti almeno c’è stato sulle date: il congresso – in cui tutte queste cosa saranno decise una volta per tutte – si terrà domenica 24 novembre. Ma alla fine nessun voto, troppi disaccordi. Il voto che deve decidere come decidere è stato rinviato.

Quali saranno le regole delle Primarie Pd?

Una bozza delle regole per le primarie Pd che decideranno del prossimo segretario del Partito Democratico dovrebbe venire varata oggi, alla direzione nazionale del partito. Presenti sia il premier Enrico Letta che il rottamatore Matteo Renzi, che però non parlerà, per rispettare la “consegna del silenzio” su questioni di politica nazionale che si è imposto qualche giorno fa (e vedremo fin quando durerà).

La situazione in verità è ancora abbastanza caotica, a causa delle complesse liturgie che regolano la vita del Pd: oggi si deciderà la data del congresso nazionale che darà il via alle primarie (fine novembre o giù di lì), ma dovrebbe spuntare anche una data in cui si andrà alle urne (si pensa al 15 dicembre). Per quanto riguarda le norme delle primarie, Epifani potrebbe decidere di affidarle ai 19 membri della commissione congressuale per poi tirare le somme alla prossima direzione, convocata per il 31 luglio (con il problema che, però, per il giorno prima è attesa la sentenza sul processo Mediaset).

Il problema, per Matteo Renzi, è che tra questi 19 c’è un solo renziano. E qui potrebbe arrivare la trappola: decidendo o di escludere che il segretario che uscirà dalle primarie possa anche essere il candidato premier (in questo modo Renzi si tirerebbe fuori) oppure trovando un modo per rendere le primarie (che il sindaco di Firenze vuole il più aperte possibile) non poi così aperte.

A questo proposito è spuntata una norma proposta da Beppe Fioroni, ma che difficilmente verrà accettata: 10 euro per iscriversi all’albo degli elettori che consente di votare alle primarie. Sarebbe un trucchetto con una tripla finalità: da una parte terrebbe salva la facciata delle primarie aperte (tutti possono votare), da un’altra toglierebbe molte motivazioni ai giovani (che costituiscono una fetta fondamentale dell’elettorato renziano) e ai non elettori fedelissimi del Pd, da un’altra ancora permetterebbe al partito di mettere qualche soldo in cassa in un periodo economicamente difficile per le nuove regole sul finanziamento pubblico ai partiti (anche se il rischio che la cosa si ritorca contro con un’affluenza bassissima c’è).

Difficile però che una norma del genere passi, anche perché provocherebbe le ire degli elettori e soprattutto di Matteo Renzi. E comunque, oggi si deciderà di decidere: ragion per cui qualche indiscrezione su data (di congresso e primarie) e regole dovrebbe saltare fuori. Per l’ufficialità, invece, bisognerà attendere ancora.