Super Tuesday 2012 – Parla Barack Obama

Il Presidente degli Stati Uniti respinge al mittente le accuse di avere una politica estera troppo morbida.

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Barack Obama ha scelto il Super Tuesday per tenere una conferenza stampa. E non è affatto un caso, anzi, è assolutamente naturale che, nel giorno di massima visibilità per i Repubblicani – con ben 10 stati impegnati al voto per le primarie che, salvo una clamorosa empasse, dovrebbero delineare definitivamente il nome dell’avversario del presidente uscente a novembre – Obama ne approfitti per far parlare di sé.

Così, il Presidente degli Stati Uniti ne ha approfittato per sfidare i Repubblicani su un terreno davvero insidioso: la politica estera nei confronti dell’Iran. Anche se l’economia dovrebbe essere al centro dei pensieri dell’americano medio, gran parte della campagna repubblicana si svolge su tematiche religiose o di politica estera: quelle che, secondo l’abituale retorica repubblicana, dovrebbero far più presa sull’elettorato. E, in particolare, Obama è stato criticato per il suo atteggiamento, ritenuto troppo morbido nei confronti dell’Iran. Il Presidente ha tirato fuori tutta la sua ars retorica:

«Questo non è un gioco»

ha spiegato Obama, decisamente in forma quando si tratta di rintuzzare questo tipo di attacchi, mentre lo è molto meno sulla questione della crisi economica. E poi, senza mai nominare i suoi avversari, definiti genericamente folks ha aggiunto:

«Io non sono una di quelle persone che pensa che dovremmo solamente sederci e aspettare il momento giusto del mercato per premere i bottoni. L’unica cosa che non abbiamo fatto, è che non abbiamo fatto la guerra. Quando mi rendo conto della facilità con cui alcune di queste persone parlano della guerra, mi ricordo di quale sia il suo prezzo. Se alcune di queste persone pensano che dovremmo farlo, lo dicessero. E poi lo spiegassero al popolo americano».

Poi ha proseguito così:

«Non c’è dubbio che quelli che stanno suonando i tamburi di guerra, dovrebbero spiegare chiaramente al popolo americano quali sarebbero i costi e quali i benefici».

Obama è ben consigliato dai suoi spin doctor: il popolo americano, secondo la sua amministrazione, è stanco di conflitti. Inoltre l’intelligence statunitense ha motivo di ritenere che l’Iran non abbia armi nucleari, e che ci siano ancora possibilità di una soluzione pacifica, imponendo al governo iraniano una serie di sanzioni che lo convincano a desistere dal tentare di ottenerla.

Poi ha spiegato che, in ogni caso, non intende «tollerare che l’Iran abbia la bomba nucleare».

«La mia non è una politica di contenimento».

In politica interna, Obama ha illustrato una serie di interventi per rifinanziare i mutui subprime che hanno strozzato milioni di proprietari di abitazioni acquistate con strumenti finanziari che si sono ritorti come un boomerang contro i risparmiatori.

Alla fine della conferenza stampa, la cronista della CBS News Norah O’Donnell ha chiesto a Obama cosa volesse rispondere a Mitt Romney, che lo ha definito «il più irresponsabile presidente dai tempi di Carter» in occasione del Super Tuesday. Obama ha sorriso e risposto:

«Uh Good luck tonight».

La giornalista ha insistito:

«No, Really».

E Obama:

«Really».

Foto | © TM News

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