Why Not, Luigi De Magistris dopo la sospensione da sindaco. La conferenza: “Non mi dimetto, sarò un cittadino-sindaco.”

L’ex pm condannato per abuso d’ufficio a un anno e tre mesi

di guido

13.26 – La giunta, spiega De Magistris, continua ad agire nel pieno delle proprie funzioni, compatta come in questo periodo ha dato modo di essere. In alto trovate il video integrale della conferenza.

13.24 – Escluse le dimissioni, a proposito del futuro, De Magistris non ha dubbi:

Oggi qual è il quadro? Abbiamo una sospensione, che è una certezza. Abbiamo una seconda certezza che il sindaco non si dimette e una terza certezza che la sospensione sarà breve. Siamo fiduciosi nei ricorsi che attueremo nei prossimi giorni all’autorità giudiziaria e nel fatto che il processo d’appello avverrà a breve, prima della prescrizione. Dai calcoli che ho fatto coi miei avvocati avremo al massimo, se tutto va male, una sospensione di 3-4 mesi.
Io do queste garanzie, che io resisto di fronte a un’illegalità formale di proporzioni gigantesche. Farò formalmente il sindaco per strada, tra la gente. Sarò un cittadino-sindaco.

13.13 – In lieve ritardo rispetto alla tabella di marcia, Luigi De Magistris ha tenuto una breve conferenza stampa in seguito alla sua sospensione da sindaco di Napoli, di fatto avvenuta questa mattina.

L’Italia è una democrazia malata. La tentazione di lasciare le istituzioni è stata forte. Qualcuno mi dice che devo dimettermi. Eh no, ma non perchè sono legato alla poltrone, ma perchè le dimissioni sono un atto etico. Io mi dimetterei se avessi tradito i miei cittadini, se avessi rubato. Non per le accuse per cui sono stato condannato. Se oggi in questo Paese marcio essere pregiudicato significa non aver girato la faccia dall’altra parte, se questo è il destino di un Paese che non riesce a liberarsi dalla corruzione che esiste e dilaga, vuol dire che finirò la mia carriera da pregiudicato.

11.20 – La notifica è arrivata, De Magistris è ufficialmente sospeso dall’incarico di sindaco di Napoli dalle 10 di oggi, mentre il primo cittadino si trovava in Comune come se nulla fosse accaduto. Il commento di De Magistris, secondo quanto riferito alla stampa da Raimondo Pasquino, il presidente del Consiglio Comunale che ha notificato l’atto, è stato:

Ho battuto il record dei sindaci sospesi. Per il sindaco di Terzigno sono stati necessari 13 giorni per la notifica, per quello di Latina addirittura sette mesi.

Il comune di Napoli, ora, passa in mano al vicesindaco Tommaso Sodano.

2 ottobre 2014 – Poche ore dopo la notifica della sospensione di Luigi De Magistris da sindaco di Napoli, i suoi assessori hanno diffuso una nota in cui esprimono piena fiducia nel sindaco:

Si è svolta, questa sera, la consueta riunione settimanale di pregiunta. Durante la riunione è stata confermata piena fiducia nel sindaco da parte degli assessori e l’importanza della massima compattezza per proseguire, nel solco della continuità, l’attività di governo, con l’assoluta convinzione che il periodo della sospensione sarà breve.

De Magistris, intanto, continua ad agire da sindaco. Questa mattina, mentre a Napoli cresce la tensione in vista della manifestazione contro la Banca Centrale Europea, il sindaco si è recato in municipio come da programma. Di fatto non è stato ancora sospeso: l’atto di sospensione, firmato ieri dal Prefetto, oggi sarà trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale, che dovrà poi notificarlo a De Magistris, dando di fatto l’avvio alla sospensione. Al momento resta confermata anche la riunione di Giunta convocata dallo stesso De Magistris per le 15 di oggi.

18.00 – Il prefetto di Napoli ha preso la sua decisione, pochi minuti dopo le parole di Angelino Alfano: Luigi De Magistris è stato sospeso dall’incarico di sindaco di Napoli, diretta conseguenza della sentenza di condanna in primo grado emessa pochi giorni fa. A questo punto la reggenza spetta al vicesindaco del capoluogo campano, Tommaso Sodano, condannato a sua volta ma per reati che secondo la legge Severino non portano alla sospensione della carica.

Questa sospensione, lo scrive Guido Ruotolo su La Stampa, potrebbe durare pochi mesi: la prescrizione del reato arriverà il prossimo marzo ed è impossibile che la condanna diventi definitiva in questi pochi mesi, specie conoscendo i tempi dei Tribunali italiani. De Magistris è stato condannato in primo grado e per evitare la prescrizione dovrebbero arrivare in tempi record anche la condanna in secondo grado e quella della Corte di Cassazione, terzo e ultimo grado di giudizio.

1 ottobre 2014 – Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha annunciato oggi l’imminente sospensione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris:

Oggi il prefetto ha ricevuto comunicazione della sentenza e procederà agli adempimenti di legge per la sospensione del sindaco. […] La sospensione ha natura ricognitiva. Il prefetto di Napoli ha ricevuto comunicazione della sentenza e procederà oggi agli adempimenti di legge per la sospensione del sindaco.

Si tratterà, lo ha precisato Alfano, di una sospensione di 18 mesi ed eventualmente di altri 12 in base a come procederà il processo: la condanna in primo grado è arrivata – un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per il suo coinvolgimento nell’inchiesta Why Not – ma la sentenza definitiva è ancora lontana .

Oggi la cancelleria del tribunale di Roma ha inviato alla Prefettura di Napoli il faldone con gli atti della sentenza di condanna e ora la palla passerà al prefetto Francesco Musolino. Nessuna conseguenza, invece, per il vicesindaco Tommaso Sodano:

Preciso che la sentenza emessa a suo carico non comporta l’applicazione di provvedimenti sanzionatori o cautelari che inibiscano anche temporaneamente la funzione.

Parola di Alfano, che ha anche precisato come la sospensione di De Magistris non influirà in alcun modo con le elezioni della città metropolitana a Napoli, che al momento restano confermate per il prossimo 12 ottobre.

Venerdì 26 Settembre 2014

ore 17:35 Anche per il presidente del Senato, Pietro Grasso, la legge Severino deve essere applicata coerentemente con quanto è avvenuto con altri sindaci venutisi a trovare nella stessa situazione di De Magistris. Grasso ha detto di non avere un’opinione a proposito, ma ha anche aggiunto che in caso di mancate dimissioni da parte di De Magistris, il sindaco dovrà dimettersi dal proprio incarico quando la motivazione verrà depositata.

La legge Severino – salita agli altari delle cronache soprattutto dopo la condanna definitiva per frode fiscale di Silvio Berlusconi – è stata varata nel 2013 e prevede in casi di condanna la sospensione della carica. Il prefetto ha il potere di accertare l’esistenza della “causa di sospensione” e i precedenti sono sempre andati in una direzione: la conferma della sospensione. Una soluzione che “congelerebbe” De Magistris, ma lascerebbe in vita la sua giunta. L’ultima carta da giocare per gli avvocati di De Magistris potrebbe essere il ricorso al Tar.

Venerdì 26 Settembre, ore 16:45 – Luigi De Magistris ha replicato alla condanna a un anno e tre mesi nell’ambito del processo Why Not, parlando per 23 minuti in apertura della seduta del consiglio comunale sul bilancio:

Non è facile andare avanti, ma la libertà non ha prezzo. Io non mi sono piegato, le sentenze vanno rispettate ma anche raccontate: ho subito una sentenza intrisa di violazioni di legalità e costituzionali, una sentenza che non si comprende. Nella mia vita ho subito novanta procedimenti: i giudici che hanno emesso quella sentenza si dovrebbero guardare allo specchio e vergognarsi. Si dovrebbero dimettere loro.

Una difesa molto forte, nella quale il sindaco di Napoli non si è risparmiato, affermando di voler portare a termine il proprio mandato:

Non si può cancellare un sindaco a colpi di formalismi giudiziari. Arriveremo al 2016, non ci faremo piegare. Questo è un sistema criminale che si nasconde dietro mezzi giuridici. Ho incontrato criminali più coraggiosi di persone che si nascondono dietro le vesti dello Stato e sono loro più criminali dei criminali. Ma noi questa melassa putrida.

De Magistris ha ricordato come sia stato Nicola Mancino a strappargli “la toga con un processo disciplinare pazzo davanti al Consiglio superiore della magistratura”, lo stesso Mancino che “oggi è coinvolto in uno dei processi più gravi della storia della Repubblica italiana quale è la trattativa Stato-mafia, in cui anche il presidente della Repubblica dovrà, per volontà di un tribunale, andare a testimoniare”.

L’ex magistrato rigetta anche l’applicazione della legge Severino, approvata mentre il processo Why not era in corso.

Gianni Lettieri, il candidato del Pdl sconfitto da De Magistris alle elezioni del 2011, è intervenuto nel consiglio comunale replicando che

la vera condanna di De Magistris è lo stato di degrado a tutti i livelli in cui ha portato Napoli. per questo che dovrebbe compiere un atto di coraggio e dimettersi prima che venga sospeso dalla carica per la legge Severino.

E persino da Forza Italia, il partito che più di ogni altro, nella storia repubblicana, ha fatto della delegittimazione della magistratura uno dei propri core business si chiede di tutelare l’immagine delle toghe:

Aspetto che l’Associazione nazionale magistrati, come sua inveterata prassi nel passato, manifesti la sua indignazione e che il Consiglio superiore della magistratura, anche in questo caso come da sua inveterata prassi, chieda l’apertura di una pratica a tutela dei magistrati così pesantemente delegittimati,

la dichiarazione di Francesco Nitto Palma, presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama.

Giovedì 25 Settembre, ore 21:44 – Un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, è questa la condanna inflitta oggi al sindaco di Napoli Luigi de Magistris nell’ambito del processo Why Not riguardante fatti che risalgono a quando de Magistris era pubblico ministero a Catanzaro, nel 2006, e curava l’inchiesta denominata “Why Not”. La condanna è giusta inattesa anche perché il pm si era espresso a favore dell’assoluzione.

L’ex magistrato, così come il consulente Gioacchino Genchi, cui è stata inflitta la stessa pena, erano accusati di abuso d’ufficio per le intercettazioni telefoniche che avevano riguardato, senza autorizzazione, alcuni parlamentari tra cui Romano Prodi, Francesco Rutelli e Clemente Mastella. La versione della difesa è che de Magistris quando diede carta bianca a Genchi sulle intercettazioni, non era a conoscenza delle libertà che il consulente si prese nell’organizzare le intercettazioni.

Il pm Felici nella requisitoria aveva detto di “non apprezzare quelli che erano i suoi metodi, la sua ansia ed euforia investigativa e l’uso eccessivo di strumenti come le perquisizioni. Non ho trovato elementi, però, per dire che lui fosse a conoscenza che si stava commettendo un illecito acquisendo quei tabulati”. La corte non è stata però dello stesso avviso e ha emesso un verdetto di condanna per entrambi gli imputati. Il giudice, concedendo le attenuanti generiche, ha però fatto decadere l’interdizione per un anno dai pubblici uffici. Disposto anche il risarcimento danni materiali e morali dei parlamentari che si sono costituiti parte civile. Si tratta degli onorevoli Sandro Gozi, Romano Prodi, Marco Minniti, Clemente Mastella e Giancarlo Pittelli, e dei senatori Francesco Rutelli e Antonio Gentile. In via provvisionale il Tribunale ha stabilito un risarcimento danni di 20mila euro ciascuno.

Dal canto suo il sindaco di Napoli reagisce alla condanna dichiarando “La mia vita è sconvolta, ho subito la peggiore delle ingiustizie. Sono profondamente addolorato per aver ricevuto una condanna per fatti insussistenti. Ma rifarei tutto, e non cederò alla tentazione di perdere completamente la fiducia nello Stato”

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