USA 2012 – Il Super Tuesday

Si vota in Alaska, Georgia, Idaho, Massachussets, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Tenessee, Vermont, Virginia e Wyoming.

di


Ci siamo: è arrivato il Super Tuesday, il martedì tradizionale delle primarie negli States, in cui vota il più gran numero di stati contemporaneamente. Il Super Tuesday di questa campagna Repubblicana – i Democratici, come noto, hanno il loro candidato: il presidente uscente, Barack Obama – cade oggi, 6 marzo 2012. In palio ci sono ben 416 delegati.

Non sufficienti per arrivare alla quota sicurezza, ma un buon numero per capire, quasi definitivamente, chi sarà l’avversario di Obama. Si vota in Georgia, Idaho, Massachussets, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Tennessee, Vermont e Virginia, e cominciano i caucus in Alaska, che dureranno fino al 24 marzo.

Rick Santorum, di fatto, si gioca le ultime possibilità di impensierire Mitt Romney per la vittoria finale.

Mitt Romney

Dal canto suo, Romney non deve più preoccuparsi di rintuzzare l’assalto di Newt Gingrich, accreditato per una possibile vittoria solamente nella “sua” Georgia, e può sperare nei piazzamenti in quegli stati dove non è dato per favorito.

Insomma, nessun leader naturale per i Repubblicani, ma un lento stillicidio verso la nomination. Uno stillicidio in cui, alla fine, salvo sorprese clamorose, dovrebbe prevalere la campagna più ricca. Quella di Romney, appunto.

Vediamo, nel dettaglio, la situazione nei vari stati.

Super Tuesday - Gli stati interessati

La Georgia mette in palio ben 76 delegati: è lo stato numericamente più importante impegnato nella corsa alla nomination repubblicana oggi. Ed è anche lo stato di Newt Gingrich, che vorrebbe provare a rilanciarsi proprio da qui: negli ultimi sondaggi (CNN) è accreditato di un 47%, Mitt Romney è secondo al 24%, Rick Santorum terzo al 15%. Nel 2008, Romney arrivò terzo, superato sia da John McCain sia da Mike Huckabee, che vinse.

In Idaho i candidati si contendono 32 delegati. Nel 2008 vinse McCain (con oltre il 60% dei voti) e Ron Paul si portò a casa la seconda piazza. Ci sono i caucus e non le primarie: Ron Paul, forte del risultato della scorsa tornata, spera di poter migliorare. Romney, dal canto suo, ha investito parecchio nella campagna in Idaho nelle ultime settimane.

In Massachussets i delegati sono 38. Romney gioca in casa: l’ultimo sondaggio Suffolk lo dà accreditato di un 64% contro il 16% di Santorum.

In North Dakota, i 25 delegati non sono vincolati dal risultato delle primarie e verranno scelti a fine marzo. In ogni caso il voto è, come al solito, indicativo. Romney può sperare, realisticamente, di bissare la propria vittoria del 2008 con il 35,8% dei voti.

In Ohio i delegati sono 63. E’ lo stato più importante di questa giornata, anche se garantisce meno candidati della Georgia. Gli ultimi tre sondaggi danno Romney e Santorum entrambi al 32% (CNN/​Opinion Research), oppure Santorum vincitore (37-33, Suffolk) oppure Romney vincitore (34-31, Quinnipiac). Il che significa che è un vero e proprio testa a testa fra i due contendenti e il risultato è estremamente in bilico. E’ la cosiddetta working class a spostare i numeri, in Ohio: sarà, in qualche modo, un banco di prova definitivo per Santorum e per la sua presa sulla parte più conservatrice dei Repubblicani.

In Oklahoma 40 delegati. Gli ultimi sondaggi dell’American Research Group danno Santorum favorito (37%), seguito da Romney a una certa distanza (26%) e da Gingrich, che agli inizi della corsa repubblicana sembrava dovesse vincere qui ed ora si trova solo con un 22% di possibilità. Dopo il primo sondaggio di gennaio, è stato sempre in testa Santorum, ed è lecito aspettarsi una sua vittoria.

In Tennessee 55 delegati vengono assegnati secondo il meccanismo winner-takes-all solo se il vincitore supera il 66%. Non sembra questo il caso. Santorum, dato per favoritissimo (MTSU) ma con il 40%. Romney arranca al 19% dei favori.

In Vermont i sondaggi Castelton sono favorevoli a Romney (34%), mentre Santorum è al secondo posto (27%). Eppure, nel 2008 Romney non andò affatto bene (si prese appena il 4%, superato anche da Ron Paul). 17 i delegati in ballo.

In Virginia vengono assegnati 46 delegati. Qui la situazione è del tutto favorevole al governatore del Massachussets, perché gli sfidanti più pericolosi non si sono qualificati per il ballottaggio e così Romney se la deve vedere solamente con Ron Paul. E i sondaggi MSNB non lasciano scampo: trionfa Romney, con il 69% dei voti.

Nei caucus in Alaska (termineranno il 24 marzo) i delegati in palio sono 24. Qui, Romney vinse nel 2008, ma Ron Paul spera di fare bene. Non è certo uno stato decisivo nella corsa alla nomination. Ma nella strategia di Romney, che prevede di raccattare quanti più delegati possibile anche laddove non dovesse vincere, anche gli stati minori diventano fondamentali.

Foto | © TM News

Ultime notizie su Elezioni USA

Tutto su Elezioni USA →