Elezioni in Francia: c’è un complotto europeo contro Hollande?

La Merkel e gli altri leader conservatori vorrebbero boicottare il candidato socialista

di guido


Uno spettro si aggira per l’Europa conservatrice, quello della vittoria di François Hollande alle presidenziali francesi del 22 aprile e del 6 maggio. Vittoria, a vedere i sondaggi tutt’altro che impossibile, che farebbe saltare l’asse Sarkozy-Merkel su cui si sta fondando il nuovo sistema europeo, e che potrebbe creare una breccia nel fronte di centro-destra che al momento, dopo la vittoria di Rajoy in Spagna, governa tutti i principali paesi dell’Ue. Una preoccupazione che, secondo quanto scritto dal tedesco “der Spiegel”, avrebbe portato Angela Merkel a organizzare un “boicottaggio” di Hollande.

La Merkel avrebbe coinvolto anche gli altri leader di centro-destra europei, David Cameron, Mariano Rajoy, Mario Monti, oltre naturalmente al principale interessato Nicolas Sarkozy. La prova di questo “complotto” sarebbe nel rifiuto da parte di questi capi di governo a ricevere François Hollande nelle sue visite all’estero: un modo per limitarne la visibilità e l’autorevolezza in campagna elettorale. La notizia è rilanciata anche dal conservatore “Le Figaro”, che ricorda come il candidato socialista sia stato in Italia a dicembre e in Inghilterra pochi giorni fa, senza però essere ricevuto da Monti e Cameron, mentre sarebbero andati a vuoto i tentativi del suo staff di organizzare un incontro con la Merkel (che nel 2007 aveva ricevuto Segolene Royale che sfidava Sarkozy alle presidenziali).

La preoccupazione della Merkel non sarebbe dettata dalla simpatia per Sarkozy, ma soprattutto dalla preoccupazione per il fatto che Hollande ha promesso che, se sarà eletto, rinegozierà il fiscal compact appena sottoscritto dagli Stati dell’Ue e che è stato fortemente voluto dalla Germania per salvare la zona euro. Perché il trattato entri in vigore, c’è bisogno che venga ratificato il prima possibile da almeno 12 stati, e una vittoria di Hollande renderebbe difficile il percorso già a ostacoli.

Tutti i governi coinvolti hanno smentito, da Roma, (“ricostruzione assolutamente fantasiosa”) a Berlino, (“Ogni capo di governo sceglie indipendentemente se e come ricevere Hollande. In Germania, al momento, non è previsto alcun incontro”).
Addirittura la Merkel avrebbe programmato una serie di uscite pubbliche assieme a Sarkozy in campagna elettorale, salvo poi tirarsi indietro per il rischio di ingerenze nella politica interna di un altro paese, un fatto senza precedenti in Europa. E d’altronde anche all’interno della sua stessa coalizione, la cancelliera è stata criticata. Il suo ministro degli esteri, il liberale Guido Westerwelle, ha dichiarato “Il governo federale non è un partito in corsa nella campagna elettorale francese”.

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