Amministrative 2012: nel Pdl regna il caos

E intanto Casini prepara il Partito dei Moderati

di andreas


Un’ora di riunione ieri a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i vertici del Pdl per sciogliere i nodi sulle amministrative. Risultato: poco o nulla. Il partito del Cavaliere resta incagliato tra la campagna elettorale ancora da preparare, le alleanze strette tra i no della Lega e del Terzo Polo e gli scandali delle tessere fantasma. Solitamente quando Forza Italia prima e il Pdl poi si trovavano in queste situazioni ostiche ci pensava il capo indiscusso a rimettere tutto in ordine, mettendoci i soldi e la faccia. Ma non sarà così questa volta, come spiega Salvatore Dama su Libero.

Eccoci arrivati al tema del riunione che si è celebrata ieri, a Palazzo Grazioli, con l’ex premier, il segretario Angelino Alfano, il tesoriere Rocco Crimi, i coordinatori, i capigruppo e i vice capigruppo del Pdl in Parlamento. Silvio ha messo i suoi uomini di fronte a due realtà. Nota, la prima: il ruolo più sfumato del Cavaliere nel partito e la sua intenzione di non voler fare campagna elettorale in prima persona. Intuibile, la seconda: c’è la crisi e anche l’uomo più ricco d’Italia deve tirare la cinghia. «Guardate», Silvio ha scherzato con i suoi ospiti indicando il centrotavola, «quelli sono fiori finti: non ho neanche più i soldi per comprare quelli veri».

Il Cavaliere non è più intenzionato a stare in prima linea, e non è un caso che per la prima volta nella sua storia il Pdl faccia così fatica a cucire accordi elettorali: a Verona la Lega vuole andare da sola, a Palermo Alfano non riesce a imporre la sua autorevolezza e a trovare un accordo per unirsi al Terzo Polo. E le cose non vanno meglio a Genova, dove la sinistra candida il vincitore delle primarie Marco Doria e il Terzo Polo Enrico Musso. E il Pdl? Ancora non si sa. A questa situazione caotica si aggiungono i tanti comuni in cui il partito di Berlusconi rischia di trovarsi da maggioranza a opposizione: Lecce, La Spezia, Catanzaro, ma anche comuni insospettabili come Como, Legnano, Monza, in cui la rottura con la Lega si paga a carissimo prezzo.

Una situazione che rischia di essere rovinosa, e a questo punto è obbligatorio mettere le mani avanti, come fa La Russa: “Tradizionalmente per noi tra le elezioni amministrative e quelle politiche c’è uno spread”. E se l’idea di mettere da parte il simbolo del partito per preservarlo dalla batosta annunciata è ormai tramontata, rimane comunque l’intenzione di utilizzare massicciamente delle liste civiche collegate per pescare nel mare dell’astensionismo e dell’antipolitica.

E se le amministrative si preannunciano drammatiche e i sondaggi danno il Pdl sempre più in difficoltà, cosa si può trovare di meglio per ridare ossigeno al partito di una bella operazione trasparenza? Il progetto lo racconta l’Unità.

Per buona parte della riunione si è parlato della proposta sul finanziamento e il funzionamento dei partiti che il Pdl, ha confermato Alfano, intende presentare. «Stiamo per istituire un tavolo – ha spiegato Gaetano Quagliariello – che sarà presieduto da un tecnico d’area. È un tema che ci sta molto a cuore ed è necessario per riavvicinare i cittadini alla politica. La parola chiave è trasparenza».

Il ragionamento del Cavaliere, secondo le indiscrezioni, sarebbe questo: “Prima o poi il tema va affrontato, meglio prendere tutti in contropiede prima che se lo intesti la sinistra o Casini”. Già, Casini. Il leader del Terzo Polo sta facendo dormire sonni poco tranquilli a Berlusconi con i suoi continui rifiuti a formare nuovamente un’alleanza con il Pdl. Ormai si da per scontato che Casini stia solo aspettando che il partito ex alleato imploda, per poi fagocitarne i resti nel suo nuovo Partito della Nazione, o dei Moderati. Ma Berlusconi ha mandato all’aria i piani di Casini & Fini già parecchie volte, questa volta si arrenderà senza combattere?

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