Amministrative di maggio: quali alleanze per il Terzo Polo?

Fini e Casini alle prese con le alleanze per le elezioni comunali

di guido,


Le elezioni amministrative del prossimo 6 maggio saranno il primo vero banco di prova per gli schieramenti politici dopo l’avvio dell’era-Monti. E se il PD è alle prese con la crisi di identità tra”montismo” e alleanze di Vasto, e la Lega e il Pdl sembrano sempre più vicini al divorzio, per il Terzo Polo è l’ora di decidere se sfidare i due partiti rivali o cercare un’alleanza. Fare l’ago della bilancia non è facile, soprattutto se le due anime del Terzo Polo – quella che fa riferimento a Fini e quella vicina a Casini (e ci perdoni Rutelli) – hanno posizioni diverse rispetto agli ex-amici e forse ora anche ex-nemici del Pdl post-berlusconiano.

E già nella scelta dei candidati sono cominciate le grane. Genova, per esempio. Il Terzo Polo in un primo momento aveva scelto Enrico Musso, professore universitario sconfitto da Marta Vincenzi nelle comunali del 2007, dalle posizioni poco ortodosse su alcuni temi caldi: favorevole alla costruzione della moschea e alla creazione di quartieri a luci rosse. Queste posizioni, secondo quanto riportato da Il Futurista, quotidiano on-line di Fli, avrebbero irritato il cardinale Bagnasco tanto da portare Casini a frenare sul nome di Musso, cercando un altro candidato d’intesa con Claudio Scajola, che in Liguria ha il suo feudo elettorale. Un candidato su cui potrebbe convergere anche il Pdl, dopo le perplessità sulla candidatura del manager Giancarlo Vinacci.

Ma il problema più serio riguarda Palermo, ed è qui che le divergenze tra Fini e Casini potrebbero portare a una rottura dell’asse centrista. Il presidente della Camera vorrebbe che il Terzo Polo si presentasse da solo alle comunali palermitane, con un candidato forte come Massimo Costa, gradito sia alla compagine siciliana di Fli (Briguglio e Granata), sia al governatore Raffaele Lombardo. Un candidato apprezzato anche nel centro-destra, tanto che il Pdl vorrebbe convergere su Costa con il beneplacito di Casini, che vedrebbe questa alleanza come il prologo di quanto potrebbe accadere a livello nazionale. Ma Fini si sarebbe messo di traverso e avrebbe rifiutato qualsiasi ipotesi di alleanza con il Pdl

La componente finiana del Terzo Polo, composta dai parlamentari “epurati” da Berlusconi, ha ancora il dente avvelenato con il Pdl e non vuole saperne di un’alleanza, così come il governatore Lombardo che ha rotto i ponti con il centro-destra in Regione. Carmelo Briguglio ha spiegato così la loro posizione con un articolo sul sito di Generazione Italia:

“Perchè mai noi del Terzo Polo dovremmo assumerci le colpe gravissime della distruzione amministrativa e morale della città causata da Cammarata e dal Pdl? Come e cosa potrebbero rispondere, con Alfano e lo stato maggiore del Pdl schierato accanto a loro, alle ferocissime quanto prevedibili critiche di Orlando e Borsellino di rappresentare la continuità di una gestione che è stata peggio di una guerra o di un terremoto?”

Ma nel calderone del Terzo Polo c’è anche Micciché, che spinge per un’alleanza con il Pdl sul nome di Costa, sostenuto dalla componente Udc, come il coordinatore regionale D’Alia che, molto più possibilista, ha dichiarato: “Il Terzo Polo è inclusivo, non esclusivo” e che quindi se il Pdl vuole convergere sarebbe il benvenuto.

E che il Pdl sia intenzionato a convergere lo dimostrano le grandi manovre di Alfano, che a Palermo gioca in casa. Il segretario del Pdl ha convinto il recalcitrante Francesco Cascio, presidente dell’Assemblea Regionale siciliana, ad accettare la candidatura. Ma secondo molti il nome di Cascio servirà solo a convincere i finiani della necessità di presentarsi con un candidato unitario contro quello del PD, nonostante le perplessità di Fini. E la vicenda si è condita anche di un piccolo “giallo” riguardante un incontro tra Fini e Alfano, che secondo Il Foglio rappresenterebbe l’atto ufficiale di pacificazione tra Fli e Pdl, e che anticiperebbe il via libera di Fini all’alleanza palermitana.

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