Eluana Englaro secondo la Cassazione può morire: su Facebook si discute del caso

La vita di Eluana Englaro troverà finalmente pace. Dopo 16 anni di lotte ecco l’ultimo verdetto: “Ora può morire”. La Cassazione ha messo ieri fine ai contrasti giuridici dichiarando inammissibile il ricorso, avanzato della procura generale di Milano, contro l’autorizzazzione all’interruzione del trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che le permette di sopravvivere. La decisione

La vita di Eluana Englaro troverà finalmente pace. Dopo 16 anni di lotte ecco l'ultimo verdetto: "Ora può morire".

La Cassazione ha messo ieri fine ai contrasti giuridici dichiarando inammissibile il ricorso, avanzato della procura generale di Milano, contro l'autorizzazzione all'interruzione del trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che le permette di sopravvivere. La decisione è stata motivata in 21 pagine in cui viene  sottolineata la "straordinaria tensione del carattere di Eluana verso la libertà."

Il difficile iter della giovane lecchese, rimasta vittima di un incidente stradale e in stato vegetativo permanente dal 18 gennaio 1992, ha scosso le coscienze del paese e riaperto il dibattito etico e morale, sulla libertà di decidere della propria vita. Liberazione o condanna a morte? 

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Il pensiero corre immediatamente a Beppino Englaro, un padre che ha lottato contro tutti, che ha contato i giorni (6146 da quando è accaduto l'incidente) e che da tempo ha dovuto arrendersi di fronte alla perdita dell'unica figlia, quella figlia che da tempo non è più in grado di "emozionarsi". "Figlia mia, ce l'abbiamo fatta", ha detto ieri.

Presto il corpo di Eluana sarà trasferito in un ospedale poco lontano dal centro di Udine. Qui dovrebbe morire in 10-15 giorni. Non proverà nulla, nè dolore nè piacere. Se ne andrà senza soffrire.

Sulla decisione della Cassazione le opinioni si spaccano. Il nostro ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna ha detto "Togliere alimentazione e idratazione a un essere umano ancora in vita equivale ad ucciderlo"metre Anna Finocchiaro ha osservato come i giudici: "Non abbiano fatto che ribadira, di fatto, la necessità che si trovi al più presto una soluzione per garantire il diritto all'autodeterminazione del paziente. Si fa sempre più necessario quindi, un intervento del Parlamento a legiferare in materia. Si tratta infatti di un problema sociale e non singolo, scrive Passi nel Deserto.

Sul web, specialmente in Facebook, molti sono i gruppi sul caso: Una vita degna che scrive: "Per essere vicini alla sofferenza di Eluana", Scienza e Vita che scrive: "No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro", Liberiamo Eluana nato "con l'intento di sostenere la battaglia del padre di Eluana Englaro, Beppino, nell'intenzione di liberare la figlia dalla sopravvivenza artificiale alla quale è stata costretta" e Pro Eluana Englaro che promette di sostenere il diritto di Eluana di decidere della proria vita.