Intervista di Marchionne al Corriere: nessun accenno al caso Formigli

No all’articolo 18, rischio chiusura per due stabilimenti Fiat in Italia, ecco le idee di Marchionne per rilanciare l’auto.

di bruno

Sergio Marchionne, con Massimo Mucchetti, parla di tutto: Fiat, Chrysler, Alfa Romeo, elezioni negli Usa, Fiom, articolo 18 ma stranamente si dimentica di commentare la sentenza che obbliga Corrado Formigli e la Rai a pagare 7 milioni di Euro di risarcimento alla Fiat per un servizio di Annozero sull’Alfa MiTo.

Tra un inglesismo e l’altro (“bail out dell’auto”, “parole on records”, “quota unfunded”), tra una frase modesta e l’altra (“sono un metalmeccanico che fa automobili”), Marchionne contesta la veridicità delle notizie circa l’esclusione degli aderenti alla Fiom da Pomigliano (citando, come supporto alle proprie affermazioni, il Giornale) e difende i propri compensi:

C’è un’enorme sproporzione tra i compensi dei top manager e quelli del dipendente medio. Un tempo non era così.

«Trent’anni fa non si era ancora creato un mercato delle competenze manageriali come quello attuale».”

Idee chiare anche quando si affronta il tema dell’articolo 18. Seguiteci dopo il salto.

Il manager della Fiat afferma:

“[L’articolo 18] ce l’ha solo l’Italia. Meglio assicurare le stesse tutele ai lavoratori in uscita in modi diversi, analoghi a quelli in uso negli altri Paesi. Diversamente, le imprese estere non capiscono e non vengono qui a investire.”

Insomma, se il mercato del lavoro è bloccato e se le aziende non fanno investimenti nel nostro Paese la colpa è dell’articolo 18. Chiaro, no? È curioso come nell’intervista non vi sia cenno alla vicenda Formigli. Massimo Mucchetti è un giornalista serio, quindi è probabile che l’intervista sia stata realizzata prima della decisione del tribunale di Torino, ma qualcosa dobbiamo dirla anche noi: al di là delle responsabilità personali, era proprio necessario far pagare al giornalista e alla Rai 7 milioni di Euro?

Michele Santoro nel video che trovate all’inzio del post (ne parla anche TvBlog qui) si chiede se la Fiat, con questa decisione, sia diventata più simpatica agli occhi degli italiani. Forse no. Concludiamo con le parole di Vittorio Zucconi che, pur non difendendo totalmente Formigli, ha scritto:

“La Fiat si è comportata da bullo nel cortile della scuola elementare e i bulli, quali che siano le loro ragioni, sono sempre odiosi, anche se fabbricassero le migliori auto del mondo.”

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