Art. 18, fannulloni no, ni, sì. Anche Monti “inciampa”

Non si placano le polemiche dopo le esternazioni, quanto meno imprudenti se non proprio indecenti, di Emma Marcegaglia sui sindacati che difendono “Ladri e fannulloni”. I sindacati confederali, cioè Cgil, Cisl, Uil, hanno sempre dimostrato nei luoghi di lavoro un alto senso di responsabilità rispetto ai diritti e ai doveri dei lavoratori. Ciò non significa

Non si placano le polemiche dopo le esternazioni, quanto meno imprudenti se non proprio indecenti, di Emma Marcegaglia sui sindacati che difendono “Ladri e fannulloni”. I sindacati confederali, cioè Cgil, Cisl, Uil, hanno sempre dimostrato nei luoghi di lavoro un alto senso di responsabilità rispetto ai diritti e ai doveri dei lavoratori.

Ciò non significa che non esistono zone d’ombra e abusi, qualche volta con risibili motivazioni “ideologiche”: “lavoro il meno possibile e se posso rubo perché il padrone è un lavativo ed è lui il primo che mi deruba”. Fatto sta che oramai tutto sembra ruotare attorno all’articolo 18.

Al di là delle argomentazioni (condivisibili) sindacali-costituzionali dei sindacati – specie della Cgil – a difesa dell’art 18, si sottovaluta il ruolo della sua applicazione, con i magistrati spesso troppo benevoli nei confronti del cassiere di banca che è reintegrato perché “non ha rubato ma ha preso in prestito soldi dalla cassa”, nei confronti di lavoratori finti malati che invece di stare in fabbrica o in ufficio sono altrove, a spasso o addirittura impegnati in altri lavori pagati.

Che dire poi delle sentenze tartaruga, chiuse anni e anni dopo l’avvio di una causa, con il datore di lavoro che deve pagare la retribuzione a chi non produce nulla? Non è anche questo andazzo che porta gli imprenditori a evitare di assumere in modo non precario?

In Italia il nodo fra diritti e doveri esiste. E a volte la piramide va rovesciata. Motivo in più perché nessuno, in una trattativa difficile come quella sulla riforma del lavoro, lanci ultimatum.

Ciò vale per primo per il presidente del consiglio dei ministri, secondo il quale, se il governo non trova un accordo con le parti sociali, andrà avanti lo stesso. Così Monti lancia un’inutile sfida e commette un’imprudenza politica. Cui prodest?

I Video di Blogo