Ore 12 – Berlusconi, Bersani & C, fiorire di liste civiche per salvare la “cadrega”?

Gli “evviva” alle intese raggiunte sulle riforme istituzionali (?!) dai tre segretari della “maggioranza” che sostiene Monti si sono subito sgonfiati. Quando questi partiti non rubano o non litigano, fingono. Bersani, Alfano, Casini si sono limitati a seguire le forti pulsioni “anticasta” offrendo agli elettori sempre più lontani (oggi quasi il 50% fra astenuti certi

Gli “evviva” alle intese raggiunte sulle riforme istituzionali (?!) dai tre segretari della “maggioranza” che sostiene Monti si sono subito sgonfiati. Quando questi partiti non rubano o non litigano, fingono.

Bersani, Alfano, Casini si sono limitati a seguire le forti pulsioni “anticasta” offrendo agli elettori sempre più lontani (oggi quasi il 50% fra astenuti certi e astenuti potenziali) il “contentino” di nuovi regolamenti delle Camere e della riduzione del numero dei parlamentari. Tutto qui, una presa in giro.

Ancora una volta si comincia dalla coda e non dalla testa. Perché, ad esempio, non eliminano, o almeno riducono, gli scandalosi rimborsi elettorali, montagne di soldi “rubati” a tutti gli italiani, utilizzati e investiti non si sa come e non si sa dove?

Fra poco più di due mesi è in programma una importante scadenza elettorale, anticipatrice delle successive e decisive elezioni politiche del 2013, per non parlare della scadenza del Colle. Nelle ultime settimane i partiti (Pdl, PD, Udc) si sono limitati a succhiare la ruota di Monti e del suo governo, in un doppio gioco paradossale: “sì” alle Camere, “ni” e “no” nel Paese.

Al Pdl è costato la rottura dell’alleanza con la Lega, nuovi steccati con gli ex An, congressi taroccati. Al Pd fibrillazioni e terremoti (primarie), di cui l’impennata di Veltroni di ieri apre nuovi e sconcertanti scenari. L’Udc cerca di infilarsi nel gioco, annunciando il proprio karakiri, per sparigliare le carte puntando a un nuovo “soggetto” trasversale moderato, facile solo sulla carta.

Berlusconi, Bersani, Casini, pur diversi fra loro e con responsabilità diverse rispetto alla situazione, sanno bene di non avere nessuna carta in regola per presentarsi agli elettori senza esserne puniti. Berlusconi non ci metterà la faccia. Bersani e Casini tentennano.

Da qui, la “trovata” delle liste civiche formate dai pochi esponenti presentabili sul territorio in modo da uscirne con le ossa rotte ma vivi, in attesa di tempi migliori. Insomma, un’altra presa per i fondelli: cambiare simboli e contenitori lasciando dentro lo stesso prodotto scaduto. C’è il rischio di intossicazione.

Per gli italiani c’è una alternativa al detto: “O mangi questa minestra o salti da questa finestra?”.