La tentazione di Berlusconi: niente Pdl alle amministrative

E in autunno il nuovo partito


Tutti i big del Pdl, da La Russa a Bondi, da Cicchitto a Gasparri, e ovviamente Angelino Alfano, s’incontreranno con Silvio Berlusconi questa sera a Villa Gernetto per affrontare i tanti problemi che stanno colpendo il partito: l’alleanza con la Lega, il caso delle tessere fasulle, dei congressi flop, le mire espansionistiche di Casini e soprattutto il caos che c’è attorno alle elezioni amministrative di questa primavera. Il Cavaliere sa che c’è il forte rischio che le amministrative si risolvano in un fallimento totale, non solo perché il partito va male nei sondaggi, ma anche per le difficoltà dei dirigenti locali nell’individuare personalità forti da presentare a Genova, Palermo e Verona. Una situazione in cui il Pdl si trova anche a causa delle lotte intestine e dei regolamenti di conti che lo stanno attraversando. Ecco quindi qual è la tentazione del Cavaliere, come scrive Il Fatto quotidiano:

Cancellare il Pdl e presentarsi alle prossime amministrative con delle liste civiche, tentando così di avvicinare anche l’Udc e l’elettorato moderato. Ed evitare soprattutto il paragone con i risultati delle ultime elezioni: i sondaggi più recenti, infatti, danno il partito di Arcore intorno al 20%. Silvio Berlusconi sa che al voto di primavera ci sarà un bagno di sangue ovunque, da Palermo a Verona. Così ha intenzione di far sparire il Pdl e archiviarlo. Poi, al congresso nazionale che si svolgerà presumibilmente in autunno, prenderà vita un nuovo partito come il Cavaliere vuole da tempo.

Se la Lega ha ribadito con Calderoli che “l’alleanza con Berlusconi è morta e sepolta”, e se il Terzo Polo sta individuando candidati forti in tutte le maggiori città per correre da solo (soprattutto a Palermo, Lecce e Genova), al Pdl non resta che tentare una soluzione estrema: cancellare momentaneamente il partito, presentare liste civiche con cui proporre, o appoggiare, candidati della società civile, e sfruttare questo momento di transizione per preparare il congresso in cui verrà lanciato il nuovo movimento, come conferma il governatore lombardo Formigoni: “Durante il congresso molte cose cambieranno, e cambierà anche il nome. Non è che quello di adesso sia brutto, ma di certo non è evocativo come Forza Italia e la gente fa fatica a ricordarlo”.

Il rinnovamento del partito serve anche per frenare le ambizioni di Casini, che nelle ultime dichiarazioni ha fatto capire di avere grandi progetti, come racconta L’Occidentale.

Quelle frasi “voglio essere il leader di un partito di maggioranza” o “dopo Monti nulla sarà come prima nel quadro politico” pronunciate qualche giorno fa pubblicamente, sono rimaste nelle orecchie di molti pidiellini che temono l’arrembaggio del leader centrista all’elettorato moderato. Il ‘piano’ di Casini poi – secondo alcuni – potrebbe avere in controluce (per ora) l’idea di uno schieramento che si intesti l’eredità del governo Monti e magari con alcuni suoi ministri si presenti alla sfida del 2013. Idea tesa a sparigliare il tavolo.

I piani di conquista di Casini preoccupano molto il Pdl, che deve reagire in fretta. Prima ricorrendo a liste civiche che possano mascherare eventuali sonore batoste, e poi ripartendo da zero. Sperando che un nuovo nome, un nuovo logo, e magari un nuovo leader possano affascinare quegli elettori che stanno scappando nelle braccia di Casini.

Foto | ©TMNews