Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Leggi e commenta la Top NewsFederalismo: la maggioranza degli italiani adesso lo vuole. E’ quanto emerge dal sondaggio Swg per Affari Italiani. Grande consenso al Nord, sì tiepido (ma in crescita) al Centro, più no che sì al Sud. Umberto Bossi: “ Solo così l’Italia si salva. Berlusconi rispetti i patti! Il federalismo è a

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Federalismo: la maggioranza degli italiani adesso lo vuole. E’ quanto emerge dal sondaggio Swg per Affari Italiani. Grande consenso al Nord, sì tiepido (ma in crescita) al Centro, più no che sì al Sud. Umberto Bossi: “ Solo così l’Italia si salva. Berlusconi rispetti i patti! Il federalismo è a portata di mano. Siamo all’ultimo scatto”. Oggi a Milano in Piazza Duca d’Aosta Festa dello Statuto federalista.

Il nostro commento. Federalismo sì, federalismo no. Federalismo subito, federalismo mai. Il tormentone continua. Il federalismo deve favorire autonomia, responsabilità, decentramento.. Deve semplificare, sburocratizzare, coinvolgere cittadini e associazioni. Senza un federalismo differenziato ci si ingozza. Vanno trasferite competenze importanti quali istruzione, sanità, beni culturali. Anche qui, confronto, partecipazione, equilibrio, buon senso. Una giusta dose di sano federalismo è necessario. Ma non è la panacea dei mali d’Italia. Chi vuole usare il federalismo come panacea contro Roma “ladrona” resterà deluso. Il Sud non ha nulla da temere. Ha sempre dato un importante contributo al Paese, anche al Nord. Se federalismo vuol dire anche abolire i privilegi della casta politica, ben venga. Ma di tutta la casta. Attenzione a non eliminare il centro di potere a Roma per crearne uno in ogni capoluogo di Regione: dalla padella alla brace. Comunque se federalismo deve essere (e deve essere), sarà nei limiti e nei principi stabiliti dalla Costituzione. Basta con lo Stato centralista. Ma non si può ridurre l’Italia a uno spezzatino.

Giulio Tremonti: “Il federalismo fiscale è ineludibile. E’ una materia che da settembre discuteremo in parlamento, tra le forze politiche e le rappresentanze istituzionali. E’ utile anche quello demaniale”.

Ettore Adalberto Albertoni (ideologo della Lega): “O si fa subito il federalismo o è morte certa per lo Stato”.

Walter Veltroni: “In Italia si sono moltiplicati burocrazie e centri di spesa. Prodi con la carta delle autonomia mirava a disboscare la selva di enti locali per dare sostenibilità al federalismo fiscale. La destra ha fatto saltare tutto. Il modello Lombardia non è realizzabile. Comunque Berlusconi non darà alle regioni competenze strategiche quali sanità e istruzione”.

Gianfranco Fini: “L’Italia deve rimanere una nazione. Ma il federalismo è una esigenza per rinnovare a favore dei cittadini. Il modello della Lombardia è una base di confronto molto utile”.

Giancarlo Galan: “No al modello Formigoni tanto caro alla Lega. Prima bisogna garantire i livelli minimi a tutte le regioni”.

Roberto Maroni: “Il federalismo fiscale è la madre di tutte le nostre battaglie. Non ci fermeremo. Sì al modello lombardo. Il governo tiene o non tiene se risolve o no questo nodo”.

Antonio Baldassarre (Presidente emerito della Corte costituzionale): “Bisogna innanzi tutto abbattere la burocrazia statale. Si potrebbe applicare un federalismo a geometria variabile, sul modello della Spagna”.

Sergio Chiamparino: “La Lega vuole cominciare a costruire la casa dal tetto. Non è possibile”.

Carlo Sangalli (presidente Confcommercio): “Il federalismo fiscale è ineludibile, l’Italia deve diventare una Repubblica federale”.

Angelo Sanza: “Il federalismo è una occasione per tutti ma serve vigilare: non si può allargare il divario fra nord e sud”.

Daniele Molgora (sottosegretario all’Economia): “Il federalismo fiscale va attuato subito e sul modello messo a punto dalla Regione Lombardia”.

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