Casini spariglia il gioco. Nasce la nuova “balena” moderata?

Altre volte, troppe volte, Pier Ferdinando Casini ha promesso di chiudere il proprio partito per fondarne un altro. Per opportunità politica, di fatto per (legittime) ragioni di bottega, all’ultimo momento Pierferdy ha sempre preferito tenersi quello che aveva cercando di trovare uno spazio di sopravvivenza fra i due poli. Stavolta il leader centrista, vista la

Altre volte, troppe volte, Pier Ferdinando Casini ha promesso di chiudere il proprio partito per fondarne un altro.

Per opportunità politica, di fatto per (legittime) ragioni di bottega, all’ultimo momento Pierferdy ha sempre preferito tenersi quello che aveva cercando di trovare uno spazio di sopravvivenza fra i due poli.

Stavolta il leader centrista, vista la crisi del criticato bipolarismo e il ko dell’odiato Berlusconi, annuncia il salto del fosso: dopo le amministrative di maggio basta Udc (partito sempre attorno al 5%), basta Terzo Polo (per altro mai nato), ok alla nascita di un “nuovo contenitore” per una “nuova stagione politica”, da presentare alle politiche del 2013.

Di fatto Casini, main sponsor di Monti e del governo dei prof, suona i tre squilli di tromba a Pdl e Pd: un vero e proprio canto delle sirene per i centristi (molto) delusi del Cavaliere e per i popolari (molto) delusi del partito di Bersani.

Alfano e Bersani mandano giù il rospo, ma già rullano i tamburi e s’ode il trambusto di chi si prepara a fare le valige, pronti a traslocare. Tralasciando Rutelli, tramortito dall’affaire Lusi, il colpo basso l’ha ricevuto Gian Franco Fini. Il leader di Fli rischia di rimanere stritolato, così come già accadde nel Pdl, con la nascita della nuova creatura di matrice moderata, una DC riverniciata, da XXI secolo.

Se il governo Monti prosegue aumentando il consenso e se Pdl e Pd alle amministrative perdono voti, il gioco è fatto. Sarà Casini a guidare la nuova partita del nuovo campionato della terza Repubblica. A Palazzo Chigi o sul Colle: la distanza è breve.