Partiti, crolla la fiducia. Ma la “torta” fa gola alle liste civiche …

I numeri parlano chiaro, gli italiani non credono nei partiti e nei politici: il 91 per cento ha “poco o pochissima fiducia”, solo l’8 per cento degli elettori ha “molta o moltissima fiducia” nella politica. Questo dice il sondaggio fatto ad inizio febbraio da Ispo, numeri che confermano quel che tutti sentono e vedono in

I numeri parlano chiaro, gli italiani non credono nei partiti e nei politici: il 91 per cento ha “poco o pochissima fiducia”, solo l’8 per cento degli elettori ha “molta o moltissima fiducia” nella politica. Questo dice il sondaggio fatto ad inizio febbraio da Ispo, numeri che confermano quel che tutti sentono e vedono in giro.

All’opposto, crescono i candidati della politica, cioè le persone che ovunque intendono “correre” alle elezioni. Per lo più è gente non attrezzata a fare politica, né sul piano culturale né su quello politico, interessata ai partiti intesi come strumenti per candidarsi nelle istituzioni: cioè per avere potere, privilegi e fare soldi.

Perché nella prima Repubblica, con i partiti al massimo di forza e prestigio, ben pochi volevano entrare in politica, fare i funzionari nelle federazioni, e quei pochi schivavano incarichi istituzionali? E oggi, con i partiti inesistenti e non credibili, c’è la corsa alla carriera politica? Evidentemente oggi, a differenza di ieri, conviene.

Non solo. Proprio perché i partiti sono in crisi e proprio perché è sempre più ampio il fronte degli elettori indecisi (oggi oltre il 40% con gli astensionisti) crescono a dismisura i candidati a formare “liste civiche”. E’ una questione di torta. Che, stante la situazione, diventa una opportunità di business. A vantaggio dei furbi vecchi e nuovi e a svantaggio dei soliti … gonzi.

Per di più, oggi che con il governo Monti sono in crescita sostegno e fiducia per i “tecnici”, è più facile per chi è fuori dalla politica scendere in campo.

Dopo il nevone, in viste delle elezioni di maggio, sarà tutto un fiorire di liste civiche e tecniche. Poi, perché no, arriveranno anche le liste civiche nazionali. Dalla padella alla brace?

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