La foto del lunedì: quando finisce un amore

Non è che tutte le storie d’amore possano andare bene, tutte rose e fiori, baci e muci-muci. “Tre metri sora al cielo”. Alle volte le cose vanno a finire un po’ diversamente, ci si litiga, restano rancori. A chi non è mai capitato? Una storiella adolescenziale finita male e puff!, non ci si parla neanche

di claudio


Non è che tutte le storie d’amore possano andare bene, tutte rose e fiori, baci e muci-muci. “Tre metri sora al cielo”. Alle volte le cose vanno a finire un po’ diversamente, ci si litiga, restano rancori. A chi non è mai capitato? Una storiella adolescenziale finita male e puff!, non ci si parla neanche più. Odio totale.

Chissà cosa gli deve aver fatto sto Genesio, alla povera Giusy. Una ragazza così ingenua e delicata da prendere bombolette spray e tapezzare un angolo di strada poco lontano da Cinecittà: sui muri, sulle panchine, sulle saracinesche, in vari colori (blu e nero, ragazza fantasiosa) e in più varianti (oltre a “GenesioseiuninfamebyGiusy”, tutto attaccato, anche “GenesiodevimorirebyGiusy”, sempre tutto attaccato).

Foto: 06blogMa la cosa che mi lascia stupefatto, da un anno a questa parte, è l’idea che una persona qualunque possa mettersi a fare degli stencil – in cartoncino, in carta, chissà – per scrivere insulti su un muro. Non una scelta estemporanea, dettata dalla rabbia: un piano preciso, che alla povera Giusy è costato pure tempo.

Fortunatamente, ad aiutarla c’era la sua nuova fiamma, il suo nuovo amore. Andrea. Che – per non farsi mancare nulla – ha marcato il territorio con una serie di “Giusy tvb” e “Cucciola ti voglio bene”, come a dire: Genè, sei storia vecchia, mo’ ce sto io. Peccato sia una storia talmente vecchia da farvi mettere in piedi tutto sto teatrino.

Ragazzi, Roma è anche questo: intere storie d’amore sulla parete di un edificio (e qualche panchina), a imperitura memoria, da rivivere giorno per giorno passandoci davanti. Fino alla noia.

Ma poi, vogliamo dirla tutta? Ma Genesio che nome è?