Ore 12 – Pdl caos, sondaggi da ko e congressi “falsi”. E il “sagrestano” Angelino?

Passa quasi sotto silenzio, causa l’autolesionismo del Pd con il boomerang primarie, il caos del Pdl. Il fu partito del “predellino” si sta squagliando come neve al sole: inarrestabile emorragia nei sondaggi e congressi lumaca tra rinvii e faide interne. Il padre-padrone Silvio Berlusconi, distratto dalle sue beghe giudiziarie personali, lascia correre, così come il

Passa quasi sotto silenzio, causa l’autolesionismo del Pd con il boomerang primarie, il caos del Pdl. Il fu partito del “predellino” si sta squagliando come neve al sole: inarrestabile emorragia nei sondaggi e congressi lumaca tra rinvii e faide interne.

Il padre-padrone Silvio Berlusconi, distratto dalle sue beghe giudiziarie personali, lascia correre, così come il segretario Angelino Alfano, novello “sagrestano” smarrito, incapace di frenare la deriva del partito e di imprimere una linea innovativa “nazionale”.

Nei sondaggi il Pdl precipita. Ma anche nei congressi territoriali in corso i conti non tornano. Peggio della peggior DC quando i capicorrente mandavano galoppini nei cimiteri a trascrivere i nomi dei morti che poi … “resuscitavano” nei congressi, a volte determinanti nel decretare vittorie e sconfitte a suon di voti … falsi.

Insomma quasi ovunque il tesseramento del Pdl è finto, con tessere false, tessere comprate, addirittura con infiltrazioni camorristiche (a Modena tra gli iscritti figura un esponente del clan dei casalesi). Il passaggio del Pdl da partito padronale a partito democratico vive questa situazione di sbando politico totale e di derive che sfociano nel penale.

Chi si ricorda l’applaudito passaggio di Alfano il giorno della sua elezione a segretario, sul “partito degli onesti”? Le proteste degli iscritti veri del Pdl (e addirittura l’intervento delle procure) non pare scuotano Alfano dalla sua posizione attendista e colpevolmente tollerante. Perché il segretario “galleggia” e non interviene per imporre trasparenza e ripulitura?

Perché non sa come uscire dal “cul de sac” seguito alla perdita di Palazzo Chigi, oggi con lo spettro delle elezioni di primavera, sicuramente devastanti per il partito del Cavaliere. Anche perché, con una batosta elettorale annunciata (il Pdl rischia di correre da solo, al Nord senza Lega e al Sud senza Terzo Polo), altri “delfini” o “pescecani”, in primis Formigoni, affilano i denti per azzannare l’algido Angelino.

Dal partito dell’amore e della diversità il Pdl passa al partito delle conventicole e consorterie e delle tessere false. Perdere il potere (forse) è peggio che perdere … l’amore. Pdl, partito carnevale. Già, ma anche le idi di marzo sono vicine.

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