Boss mafioso finalista al Premio Sciascia: giurato lascia

26esima edizione del Premio Leonardo Sciascia-Racalmare con polemica. Tra i finalisti l’ergastolano Giuseppe Grassonelli, autore di “Malerba”.

Un killer di mafia finalista al Premio Sciascia non si era mai visto e un giurato si dimette. Nella ventiseiesima edizione del Premio letterario intitolato allo scrittore e saggista siciliano il finale è davvero da romanzo.

La kermesse è organizzata dal Comune di Grotte (Agrigento). In finale sono arrivati “Malerba” – scritto dal ritenuto boss della Stidda Giuseppe Grassonelli, che in carcere sconta una condannato all’ergastolo -, poi “Piccola Atene” di Salvatore Falzone ed “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte” di Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco, assassinato dalla mafia.

Grassonelli, boss con una laurea in lettere, nel suo libro racconta la sua (mala) vita facendo pubblica ammenda per suoi sbagli. Intanto il co-autore di “Malerba”, scritto a quattro mani da Grassonelli con il giornalista Carmelo Sardo, su Facebook spiega che:

“Io e Giuseppe Grassonelli siamo felici e immensamente orgogliosi. Comunque vada per noi è già un successo”

Grassonelli, che non è un pentito, alla fine del libro sostiene che venti anni di carcere lo hanno cambiato e che vorrebbe ora una nuova opportunità.

L’ex giurato Agnello dal canto suo dice:

“E’ possibile che un ergastolano che si è macchiato di crimini efferati partecipi a un premio letterario di cui sono stati protagonisti Sciascia, Consolo e Bufalino? Io penso di no perchè il libro racconta la verità di Grassonelli che non è neppure collaboratore di giustizia e che le sue vittime non possono contestare. Grassonelli tenta una velata giustificazione delle sue azioni che continua a chiamare atti di guerra e non assassinii di mafia. Ciò lancia una cattiva luce sul libro. E dargli il premio, nato come strumento culturale di riscatto del Sud, ma che da oggi non può più fregiarsi del nome di Sciascia, sarebbe un’offesa alla tante vittime. Che sconfitta per la cultura…”.

Forse il giurato avrebbe potuto lasciare anche prima, visto che una volta che viene concessa la partecipazione anche a un (ex) killer della Stidda, allora è lecito anche pensare che possa arrivare in finale e magari vincere il premio che porta il nome dell’autore de “Il giorno della civetta”.

Domani gli autori del Premio Leonardo Sciascia-Racalmare incontreranno il pubblico, alla presenza del presidente del concorso Gaetano Savatteri. Domenica una giuria popolare incoronerà il vincitore.

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