Siracusa, uccide il marito a coltellate e tenta il suicidio: arrestata Sebastiana Ippolito

Sebastiana Ippolito è ricoverata in ospedale in prognosi riservata.

27 agosto 2014: a circa 24 ore dalla tragedia, la dinamica sembra esser stata chiarita. Nessuna colluttazione tra Sebastiana Ippolito, 60 anni, e il marito Alfio Vinci, 72 anni. La donna, nel cuore della notte, si è svegliata e si è recata nella camera da letto del marito armata di coltello. Mentre l’uomo dormiva, Ippolito l’ha colpito allo stomaco con la lama, uccidendolo già dopo il terzo fendente.

Poi, secondo quanto ricostruito, si è accanita sul corpo sferrando almeno una trentina di colpi prima di recarsi in bagno e provare a togliersi la vita, perdendo i sensi dopo essersi procurata solo ferite superficiali.

A lanciare l’allarme, intorno alle 3 di notte, sono stati i vicini di casa. La donna, ricoverata nell’ospedale di Lentini, è piantonata dagli agenti, in stato stato d’arresto con l’accusa di omicidio volontario. (fine aggiornamento)

Nuova tragedia in famiglia nel nostro Paese, l’ennesimo fatto di sangue che sembra porre le sue radici nella depressione e nella devastante perdita di un figlio. Sebastiana Ippolito, 69 anni, ha ucciso il marito Alfio Vinci colpendolo a coltellate nella notte.

E’ accaduto a Carlentini, in provincia di Siracusa, e l’esatta dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti. Non è chiaro se la donna, che soffriva di depressione da circa sei anni, subito dopo la morte della figlia, abbia ucciso il marito mentre questi stava dormendo o se l’abbia fatto in seguito a una colluttazione.

Secondo una prima descrizione dei fatti, Ippolito avrebbe preso un coltello da cucina e si sarebbe avventata sul marito, uccidendolo, prima di tentare il suicidio nello stesso modo, perdendo i sensi prima di poter portare a termine il piano.

Col passare delle ore, però, si sta vagliando anche l’ipotesi che le ferite riportate siano frutto di una colluttazione, del tentativo di Alfio Vinci di bloccare la moglie ed evitare di rimanere ucciso.

Il Procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, non esclude nulla:

E’ ancora presto per potere dire se la donna abbia tentato il suicidio, ma certamente era depressa da tempo e per questo non è un’ipotesi da escludere, ma neppure certa. Occorrerà del tempo per verificarlo.

Le indagini proseguono, mentre la donna si trovare ricoverata in prognosi riservata nell’ospedale di Lentini.