Donna decapitata a Roma, l’autopsia: “Uccisa con 40 coltellate“

L’omicidio è avvenuto la mattina del 24 agosto in via Brimania, all’Eur. Il killer, Federico Leonelli, era vestito con abbigliamento militare. La vittima è una domestica ucraina di 38 anni, Oksana Marteseniuk.

Mercoledì 27 agosto 2014 – L’autopsia parla chiaro: Oksana Mortseniuk è stata uccisa con oltre 40 coltellate, mentre la decapitazione è avvenuta successivamente, in un tentativo non riuscito di fare a pezzi il cadavere e liberarsene. Federico Leonelli, lo precisano gli inquirenti, aveva già preparato i sacchi per nascondere i resti, ma l’intervento delle forze dell’ordine ha mandato in aria il piano del giovane.

Il movente del delitto è ancora tutto da chiarire e sono molte le piste che vengono prese in considerazione, da quella del tentato stupro al raptus in seguito all’assunzione di sostanze stupefacenti, mentre la stampa locale ipotizza un’indole violenta del giovane, perito informatico di 35 anni, suggerendo come nelle sue intenzioni ci fosse quella di raggiungere Israele, arruolarsi nell’esercito e combattere contro i palestinesi della Striscia di Gaza.

A confermarlo è stato Giovanni Ciallella, il proprietario della villetta che aveva concesso a Loenelli l’utilizzo di un piccolo seminterrato:

Si era fissato con la religione, voleva andare in Israele, arruolarsi nell’esercito e combattere contro i palestinesi. Gli avevano negato il visto due volte e per questa ragione era anche andato a parlare col consolato israeliano. […] Conoscevo Federico da circa 10 anni: aveva lavorato con me a un progetto Internet tra il 2004 e il 2005, poi l’ho perso di vista quando è andato a vivere a Madeira con la compagna, che a suo dire sarebbe morta per embolia.

Saranno necessarie altre due settimane per capire cosa il 35enne aveva in corpo al momento della furia omicida che è costata la vita anche a lui:

Gli esiti degli esami tossicologici sul corpo di Leonelli saranno pronti tra non meno di 15 giorni, solo allora potremmo dire se l’uomo ha preso sostanze stupefacenti o farmaci prima di commettere l’omicidio.

Il lavoro degli inquirenti prosegue.

Lunedì 25 agosto 2014 – La Questura di Roma oggi ha precisato che gli agenti che ieri sono intervenuti nella villa in cui è stata decapitata la donna ucraina, Oksana Marteseniuk di 38 anni, sono stati “costretti a esplodere colpi d’arma da fuoco nei confronti del 35enne per difendersi dai fendenti a loro indirizzati“. Intanto le indagini continuano, la villa è stata sequestrata e anche i proprietari sono stati sentiti dalla polizia e hanno detto che non si sarebbero mai aspettati una cosa del genere da Federico Leonelli, l’uomo che hanno ospitato (ma mentre loro erano in vacanza) nella loro casa all’Eur e che si è macchiato di questo efferato crimine.

Intanto la sorella dell’assassino ha detto che era un ragazzo d’oro e un bravissimo zio per i suoi figli di 3 e 6 anni e se la prende con la polizia che lo ha ucciso sparandogli al cuore.

Leonelli era ospite in quella villa da circa due mesi e secondo gli inquirenti il probabile movente alla base dell’omicidio è stato un tentativo di violenza sessuale del killer sulla domestica ucraina.

Roma, decapitata una colf ucraina

Domenica 24 agosto 2014

ore 17:13 La vittima dell’aggressione avvenuta questa mattina all’Eur è una donna ucraina di 42 anni, mentre l’autore dell’omicidio, morto in seguito a numerosi colpi ricevuti al torace mentre tentava di aggredire con la mannaia i poliziotti, è italiano, Federico L., un 35 enne che è stato trovato vestito con pantaloni militari, giacca mimetica, maglia verde, cinturone di cuoio, anfibi neri, occhiali tattici e maschera filtro bianca.

L’uomo – contrariamente a quanto si immaginava dopo i primi rilevamenti – non abitava nella villa dell’Eur, mentre la sua auto, una Chverolet, è stata trovata parcheggiata davanti all’abitazione. La donna, invece, era la domestica di casa. L’omicidio è avvenuto alle ore 10:45 in una zona bene della capitale, all’Eur. In una delle strade che collegano Roma al litorale.

Fra la polizia e l’assassino ci sarebbe stata una trattativa, alcuni agenti avrebbero provato, senza successo, a farlo desistere. Ma lui si sarebbe scagliato con violenza contro gli agenti, prima di venire colpito più volte al torace.

ore 14:06 Una donna decapitata e il suo assassino, un uomo di 35 anni, ancora in casa, con una mannaia sporca di sangue in mano. È questa la scena davanti alla quale si sono trovati i poliziotti intervenuti in via Birmania, all’Eur, dopo essere stati avvisati dai vicini che avevano sentito urla e trambusto nell’abitazione dove si è consumata la tragedia.

Quando gli agenti sono intervenuti sul posto hanno trovato la porta chiusa. Sono stati quindi i Vigili del Fuoco a intervenire: una volta aperta la porta d’ingresso e seguita una scia di sangue che conduceva allo scantinato hanno trovato il cadavere della donna in una pozza di sangue, colpito da diversi fendenti e decapitato.

L’uomo si è scagliato con una mannaia contro gli agenti delle volanti e questi sono stati costretti a sparare. L’assassino, ferito da un colpo di pistola, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Eugenio dove è arrivato morto. La polizia ha iniziato a indagare.

Secondo le prime indiscrezioni la casa dove si è consumato l’omicidio appartiene a un uomo di 35 anni, molto probabilmente l’autore dell’omicidio.

Via | Il Messaggero