Prove di dialogo sulla legge elettorale

Cosa c’è dietro il possibile accordo Pd-Pdl


“Sono favorevole a un accordo con il Pd per la riforma della legge elettorale”, sono bastate queste parole di Silvio Berlusconi per rimettere in moto la macchina della riforma elettorale, una macchina un po’ particolare, perennemente alla ricerca di un accordo che non arriva mai. E oggi Bersani risponde all’ex premier e alle sue proposte di un patto Pd-Pdl in un’intervista a Repubblica: “Ci interessa una legge che pacifichi il Paese e venga riconosciuta da molti non da pochi. Non mi interessa invece un uso strumentale della riforma dove due soggetti lasciano fuori gli altri. Il Pd non è disponibile. La priorità è cancellare il Porcellum, toglierlo di mezzo”.

L’uomo deputato dal segretario Pd a tastare il terreno è Luciano Violante, che oggi se la vedrà con la sua controparte pidiellina Ignazio La Russa. La ricerca di un accordo tra i due maggiori partiti potrebbe anche finire qui, visto che La Russa è da sempre favorevole a un semplice ritocco del Porcellum, mentre Violante non può che partire dalla volontà del Pd di cancellare la legge di Calderoli. L’unico punto su cui i due partiti potrebbero trovare un accordo è sull’innalzamento della soglia di sbarramento, in modo da limitare al massimo i poteri dei partiti più piccoli e puntando di fatto al bipartitismo.

Una posizione, rilanciata da Berlusconi ma da sempre nelle corde del Pd, che metterebbe in seria difficoltà i democratici alienandogli le simpatie degli alleati di sinistra e di centro: un Terzo polo in un sistema bipolare è una contraddizione in termini, mentre Vendola e Di Pietro, favorevoli al bipolarismo, potrebbero essere preoccupati dalla soglia di sbarramento. E quindi? Probabilmente il dialogo proseguirà sulla scorta di quanto visto nell’ultimo periodo, come spiega Stefano Folli sul Sole 24 ore.

Ecco allora che da qualche tempo si parla di un’intesa di massima raggiunta in via ufficiosa fra esponenti del Pdl e del Pd. A grandi linee riguarderebbe un modello elettorale a metà strada fra il sistema tedesco e quello spagnolo, così da accontentare i due maggiori partiti, senza indispettire “a priori” i rispettivi alleati. Tutto questo sulla carta, perché poi le intese tecniche vanno calibrate intorno a un tavolo politico. E qui tutto si complica.

Si complica perché dalle parti del Pd, seguendo la linea dettata da Bersani, Violante fa sapere che “le riforme si fanno col maggiore numero di forze politiche possibili”. Dichiarazione a cui fa eco quella di Franceschini: “Non siamo disposti a escludere il Terzo polo dalla trattiva”. Ed ecco che il Pdl decide di prendere in mano la situazione e incontrare con tutte le forze politiche. Un’iniziativa che dimostra come il tentativo di Berlusconi di mettere in piedi un patto con il solo Pd fosse solo una provocazione per riportare in auge il tema. Bisognerà quindi trovare un accordo tra il desiderio malcelato dei due principali partiti di diventare sempre più forti, il desiderio di Di Pietro di mantenere vivo il bipolarismo, la volontà del Terzo polo di sotterrare il bipolarismo e la posizione della Lega che non vuole toccare, se non appena, il Porcellum. Una matassa quasi impossibile da sbrogliare.

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