Veritometro: Sgarbi, Salemi e la Mafia

Dopo averle negate per mesi, Sgarbi si accorge delle infiltrazioni mafiose e scappa da Salemi. E trova subito qualcuno pronto a ricandidarlo: al Nord.

“Ma quale Mafia! Non esiste la Mafia a Salemi”


Vittorio Sgarbi

Scoprite perchè dopo il salto

Vittorio Sgarbi è uno di quei personaggi tipicamente italiani che da tempo ho rinunciato a capire. Nel maggio 2008 ancora assessore del Comune di Milano, neanche due mesi dopo fa un’incredibile piroetta spazio-temporale e diventa sindaco della cittadina siciliana di Salemi.

Da allora il polemista e critico d’arte delizia i media con iniziative bizzarre e uscite ad effetto. Tra queste, la ripetuta negazione dell’esistenza della Mafia. Una dichiarazione a caso, del novembre scorso:

“L’antimafia che ha potere, è come la mafia (..) I professionisti dell’antimafia evocano la mafia laddove non c’è, e a Salemi la mafia non c’è. Ci sono comportamenti mafiosi e omertosi, ma non esiste più una mafia attiva. Questa è la verità, e chi è contro la verità è contro la legalità”

Una dichiarazione che avrà sicuramente suscitato ammirazione tra tutti quelli – in Italia sono molti – che prendono gli arditi paradossi (“l’antimafia? è come la Mafia”) come un segno distintivo delle persone di grande intelligenza. La realtà però ha un brutto difetto: se ne frega delle frasi che suonano bene, e prima o poi torna a trovarti.

Nel caso di Sgarbi e di Salemi, la realtà è venuta a bussare ieri. In una giornata a dir poco frenetica succedono le seguenti cose: gli ispettori del Ministero dell’Interno richiedono lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose; Sgarbi prima annuncia querele e la nomina dell’accusato numero 1 a vicesindaco, poi batte in ritirata.

Mi sono dimesso da sindaco di Salemi, grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto. Mi sentivo in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta”

La parte più triste di tutta questa storia però viene soltanto dopo. Secondo Linkiesta:

Vittorio Sgarbi potrebbe presto ritornare in pista con una candidatura a sindaco Sesto San Giovanni la prossima primavera. (..) Trascorsi neppure tre minuti dallo scioglimento per mafia della giunta del piccolo cittadina siciliana, Sgarbi abbia ricevuto un’offerta dal Popolo della Libertà di Sesto. A darne comunicazione è il quotidiano Sestonotizie.it, molto vicino all’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, che dietro una fantomatica lettera di cittadini sestesi chiede a Sgarbi di giocare la sua partita nella ex Stalingrado d’Italia. Questo il testo della missiva. «Crediamo che potrebbe essere una sfida ‘alla Sgarbi’, in una città che, a suo modo, ha contribuito a scrivere la storia dell’Italia. Dell’Italia del lavoro e dei lavoratori. Professor Sgarbi, noi, se mai si dedicherà a questa avvincente sfida, ci saremo e la sosterremo come, ne siamo convinti, molti altri sestesi»

E così, con’un ennesima piroetta spazio temporale, Sgarbi potrebbe saltare da una poltrona all’altra. Lasciatemelo dire: un paese in cui un’umiliazione pubblica come quella di Sgarbi a Salemi non porta a “stare fermo (almeno) un giro” è un paese che ha un futuro molto, molto brutto davanti a sé.

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