L’impegno “politico” di Repubblica.it: catenaccio intorno a Mario Monti

Il quotidiano online ha organizzato un forum per il premier che rispondeva alle domande dei cittadini. Vendola, Di Pietro e CGIL molto critici.

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Nicola Latorre ha definito quella del Presidente del Consiglio a Matrix la sua «peggior performance televisiva». Ma non ci voleva un Latorre per dirlo: l’infelice battuta sulla monotonia del posto fisso (che ora si vorrebbe decontestualizzata, ma che era proprio lì a significare quel che tutti hanno capito) ha suscitato un vespaio senza precedenti per il nuovo premier, che ha fatto la sua prima gaffe.

D’altra parte, la straordinaria benevolenza con cui viene accolto in tutti i salotti televisivi (da Fazio a Vespa, dalla Gruber ad Alessio Vinci), facendo trasformare in salotti anche quelli che non dovrebbero esserlo (come In mezz’ora, il programma di Lucia Annunziata), ha reso la vita estremamente facile a Mario Monti: niente domande scomode, niente contraddittorio, nessun ostacolo sulla sua strada (i colleghi di TvBlog l’hanno chiamato il “format Monti”), con buona pace di Michele Santoro che lo invita a Servizio Pubblico.

Ma Repubblica.it, che in questi mesi ha fatto una fatica incredibile a porsi in maniera critica (se non altro nei confronti delle numerose espressioni di continuità fra il governo Monti e quello Berlusconi) nei confronti di qualsiasi esternazione del nuovo premier, oggi fa di meglio e organizza un vero e proprio catenaccio difensivoper Monti, con un forum in cui il premier “risponde alle domande dei cittadini”, che diventa top news per il quotidiano online. Che scrive, quasi agiografico: «Monti, dal salottino di Palazzo Chigi, per quasi un’ora non si è sottratto a risposte dirette e molto schiette, così come schiette erano le domande dei cittadini-lettori. Dai conti pubblici alla concorrenza, dal lavoro alle riforme possibili. E avanti con tutti i temi caldi del momento politico».

Eppure, qualcuno continua a non gradire. E anche Repubblica deve darne conto.

Il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, fa notare che «Al presidente del Consiglio Monti piacciono evidentemente gli esempi estremi”, dice Fammoni, ma parlare di troppe tutele per chi è ‘blindato nella sua cittadella’ è non solo sbagliato, e non vero, ma anche un po’ offensivo verso quei lavoratori».

Nichi Vendola scopre l’acqua calda: «Il presidente Monti ha delineato il proprio profilo schiettamente conservatore, con ragionamenti che sono tipici della destra liberista».

Antonio Di Pietro sottolinea che la Danimarca che piace tanto a Monti non è l’Italia: «Il modello danese, auspicato da Monti, purtroppo non è applicabile in un Paese come il nostro, dove la disoccupazione giovanile è al 31 per cento, le fabbriche chiudono e mancano i posti di lavoro. Quindi di quale mobilità si parla se manca l’occupazione?»

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