Elena Isinbaeva: “A Mosca tribune vuote, colpa del governo” e sui gay “Contraria a discriminazioni”

La campionessa del mondo di salto con l’asta dice di essere stata fraintesa sulla legge sui gay e si scaglia contro il doverono e la Federazione per la scarsa promozione dei Mondiali di atletica.

Hanno fatto molto scalpore le dichiarazioni che Elena Isinbaeva ha rilasciato nei giorni scorsi sulla legge russa che multa (o porta in carcere fino a 15 giorni) chi fa propaganda di relazioni “non tradizionali”, ossia di relazioni gay. La zarina ha commentato il gesto di alcune atlete svedesi, inclusa la sua rivale Emma Green Tregaro, che hanno sfoggiato le loro unghie color arcobaleno per manifestare la loro solidarietà agli omosessuali. Ebbene, secondo la Isinbayeva chi va in Russia deve rispettare le leggi russe, perciò le proteste delle svedesi sono sembrate irrispettose e ha detto:

“La propaganda delle relazioni non tradizionali sarebbe un grande segno di mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini del nostro Paese e delle nostre leggi. Chiunque verrà a Sochi dovrà rispettare le nostre leggi. Noi russi non siamo contro le scelte fatte da una persona o dall’altra, indipendentemente dal tipo di relazioni che intrattengono. Noi tolleriamo qualsiasi opinione e noi rispettiamo tutti, ma a loro volta, queste persone devono rispettare le nostre leggi e non promuovere da noi in pubblico idee di orientamento non tradizionale”

Apriti cielo, il suo discorso è stato riassunto in “sono contraria ai gay”. Oggi Isinbaeva ha precisato in un comunicato che l’inglese non è la sua lingua e probabilmente è stata fraintesa, lei voleva solo dire che si tratta di una questione di rispetto di norme in Paese straniero, indipendentemente da quello che la norma dice e ha spiegato che, per quanto riguarda i gay, lei è contraria a ogni tipo di discriminazione:

“Io rispetto le opinioni degli altri atleti e voglio dire in termini decisi che sono contraria a qualsiasi discriminazione nei confronti delle persone omosessuali sulla base della loro sessualità”

Ma la Isinbayeva, che potrebbe sembrare filo-governativa (Putin è un suo grandissimo fan), non ha invece risparmiato critiche all’esecutivo del suo Paese, né alla Federazione di atletica leggera russa, colpevoli, secondo lei, di non aver pubblicizzato abbastanza i Mondiali di atletica in corso a Mosca. Durante la sua gara (che ha vinto) c’era molta gente, ma non il tutto esaurito a cui è abituata in altre occasioni, c’erano circa 1500 posti vuoti, per non parlare degli altri giorni, quelli in cui lei invece non ha gareggiato, in cui lo stadio Luzhniki è rimasto mezzo vuoto nonostante altri atleti russi abbiano vinto medaglie.

La regina del salto con l’asta ha detto:

“La gente forse vorrebbe venire ai campionati mondiali, ma non li abbiamo promossi abbastanza. La gente conosce solo pochi nomi, perciò la Federazione deve lavorare sodo per promuovere altri atleti e attrarre l’attenzione su di loro. Abbiamo anche problemi con le infrastrutture in tutta la Russia. Forse a causa di quanto accaduto, il nostro governo riserverà più attenzione al nostro sport e lo promuoverà. Forse non sappiamo come fare e dobbiamo imparare, è la prima volta che organizziamo un evento come i Campionati Mondiali di atletica e, naturalmente, cerchiamo di fare del nostro meglio”

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