Rugby&Disabili – Oscar Pistorius, la storia di un rugbista mancato

Sabato prossimo, in occasione della partita di Super 10 tra Casinò Venezia e Cammi Calvisano, sarà presente nello stadio della squadra lagunare Oscar Pistorius, il campione paralimpico dei 100, 200 e 400 metri piani. Pistorius, diventato l’emblema dello sport per disabili, darà il calcio d’inizio dell’incontro e avrà l’occasione di incontrare Stefano Minozzi, il presidente

Sabato prossimo, in occasione della partita di Super 10 tra Casinò Venezia e Cammi Calvisano, sarà presente nello stadio della squadra lagunare Oscar Pistorius, il campione paralimpico dei 100, 200 e 400 metri piani. Pistorius, diventato l'emblema dello sport per disabili, darà il calcio d'inizio dell'incontro e avrà l'occasione di incontrare Stefano Minozzi, il presidente della neonata Federazione Italiana Rugby Ruote. Un appuntamento importante affinché il binomio sport e disabilità non finisca del dimenticatoio dopo le Paralimpiadi, e per ricordare come la palla ovale sia uno sport per tutti.

Oscar Pistorius è nato a Pretoria (Sud Africa) il 22 novembre 1986 con una grave malformazione che lo ha costretto, all'età di undici mesi, all'amputazione delle gambe. Privo di entrambi i peroni, a Oscar sono state inserite due protesi in carbonio che gli permettono di camminare "normalmente". Oggi Pistorius è famoso come grandissimo atleta su pista, ma la storia sportiva del sudafricano è ben più complessa. Da buon Springbok, infatti, Pistorius ha iniziato a scuola a giocare a rugby, ma ha dovuto rinunciare dopo un infortunio al ginocchio. Nonostante ciò, e anche se sono passati tanti anni, Pistorius è rimasto un grande appassionato della palla ovale. Proprio questo suo amore per il rugby, unito alla volontà di portare avanti un messaggio chiaro sulle potenzialità dei disabili, nello sport e non solo, sono alla base della presenza di Pistorius sabato a Venezia. Un motivo in più per essere presenti alla partita tra Venezia e Calvisano e un modo per conoscere due realtà bellissime: quella di Oscar Pistorius, e quella della FIRR, la Federazione Italiana Rugby Ruote.