Stati Uniti: condannato il più grande falsario di vini

Il più grande falsario di vini della storia è stato condannato a 10 anni. Per anni aveva preso in giro collezionisti e case d’asta.

Condannato a dieci anni di carcere il più grande falsario di vini della storia, il 37enne Rudy Kurniawan. Una carriera di assoluto rispetto alle spalle, che gli ha permesso di falsificare migliaia di bottiglie di vini d’élite, guadagnando oltre 20 milioni di dollari in meno di dieci anni. E’ stato il tribunale di Manhattan a condannarlo, calcolando che in cinque anni era riuscito pure a dilapidare una fortuna, 16 milioni di dollari, in vestiti e viaggi.

Rudy ha preso in giro esperti, collezionisti e case d’asta di tutto il mondo. Di origine indonesiana, era arrivato in America all’inizio del Duemila con un visto da studente. In poco tempo, si era guadagnato la fama di esperto e collezionista di vini, a cominciare dai Borgogna francesi. Era considerato anche un degustatore di talento, celebrato dai critici di fama. Lo chiamavano Dr. Conti, dal nome di una delle etichette che amava commerciare di più, quella del Romanée Conti. Con la sua comparsa, alcune marche avevano visto salire vertiginosamente il prezzo: nel 2002 una bottiglia del 1945 di Romanée Conti veniva venduta a 2.600 dollari, nel 2011 124 mila dollari.

I genitori di Rudy, in Indonesia, non se la passano per niente male: sono infatti proprietari di una delle più grandi catene di birra. Rudy era apprezzato anche perché riusciva a scovare qualsiasi rarità gli venisse richiesta, da un Lafite Rothschild del 1961 a un Petrus. Ora si è scoperto come faceva, dopo un’indagine lunga dell’Fbi che, nel 2012, aveva fatto irruzione nella sua casa.

Lo ‘studente’ indonesiano aveva creato un laboratorio in cucina; qui creava i vini con le etichette più costose. Queste venivano falsificate all’estero da mani esperte, i tappi e i sigilli venivano manipolati dallo stesso Rudy. Nelle bottiglie contraffatte, veniva poi travasato vino di poco valore, cercando di imitare colore e caratteristiche dei pezzi più rari.

Il passo falso? Una bottiglia di Lafite Rothschild del 1737. Quell’anno, infatti, la famiglia Rothschild non possedeva quel tipo di produzioni. Il pezzo era destinato a un miliardario Usa, William Koch, che già qualche anno prima era riuscito a farsi risarcire in una causa milionaria relativa a un vino. La carriera di Rudy finisce ufficialmente qui, con l’ arresto del 2012. Ma è oggi, con la condanna, che in molti si domandano quanti altri ‘finti’ collezionisti di vini d’élite esistano.