Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Leggi e commenta la Top NewsVeltroni attacca Berlusconi e il governo: “Il Premier è incapace di separare l’interesse personale da quello del Paese. In autunno tutti in piazza!”. Il segretario ammette la sconfitta del Pd, chiede a Prodi di rimanere, dice no alle correnti, fa appello all’Udc e ai socialisti per un nuovo bipolarismo, rifiuta

Leggi e commenta la Top News

Veltroni attacca Berlusconi e il governo: “Il Premier è incapace di separare l’interesse personale da quello del Paese. In autunno tutti in piazza!”. Il segretario ammette la sconfitta del Pd, chiede a Prodi di rimanere, dice no alle correnti, fa appello all’Udc e ai socialisti per un nuovo bipolarismo, rifiuta il decreto blocca processi. Solo 800 delegati presenti su 2800. Berlusconi: “Le parole di Veltroni si commentano da sole”. Casini: “Prima ci volevano morti adesso ci vogliono sposare”.

Il nostro commento. Veltroni cambia passo e cambia musica. All’esterno, dichiarando di fatto “guerra” a Berlusconi e al governo. All’interno, ammettendo la sconfitta elettorale del Pd. Ma il limite politico è evidente. Nel rapporto con il Premier, o il capo del Pd è stato ingenuo prima a credere nel dialogo con il Cavaliere o era solo tatticismo e non aspettava altro che un pretesto per “rompere”. Sulla sconfitta, non c’è stata nè autocrita coraggiosa né analisi politica ma solo un giro di parole per addossare le colpe al governo di centro sinistra e all’Ulivo e dimostrare che il Pd è più forte di Ds e Margherita insieme. Veltroni cerca la via d’uscita gridando “al lupo al lupo” e chiamando alla lotta compagni e alleati di fronte al ritrovato “nemico” . Ma i compagni sono delusi e smarriti e gli alleati “distrutti” proprio da chi oggi li corteggia. Veltroni si è difeso ma è stato punito dagli elettori il 13 aprile, e successivamente a Roma e in Sicilia. Questi i fatti. Veltroni considera l’addio di Prodi un caso personale e non politico. Ma il nodo sta lì: perché non si discute dell’accordo fra il centrosinistra riformista e la sinistra radicale che portarono l’Ulivo (nel 1996) e l’Unione (nel 2006) alla vittoria e del non accordo del Pd (2008)che hanno portato al trionfo di Berlusconi?

Massimo D’Alema: “Relazione seria, equilibrata, che ci aiuta a ripartire. La sfida non sarà breve ma il Pd ripartirà come alternativa di governo. Condivido il “no” alle correnti e il “sì” al confronto delle idee. Il Pdl? Contiene partiti al suo interno, altro che correnti!”

Paolo Bonaiuti: “Solo una difesa d’ufficio del proprio operato. Veltroni chieda agli elettori perché non hanno votato Pd. Il Pd è un coacervo di divisioni interne, ha partiti e correnti di ogni tipo. A chi vogliono dare lezione? La lezione l’hanno avuta dagli elettori”.

Arturo Parisi: “Sono deluso. L’unico giudizio sul nostro operato e sulla dirigenza resta sempre quello degli elettori. Ed è stato per il nostro partito un giudizio negativo, molto pesante. Ho chiesto di rinviare l’elezione della direzione perché oggi non ci sono le condizioni unitarie”.

Umberto Bossi: “Veltroni sbanda paurosamente. Ieri cercava l’inciucio, oggi la guerra. D’altronde è ancora sotto schok perché ha perso una elezione dietro l’altra. Sono problemi del Pd”.

Rosy Bindi: “Non presento una mozione per chiedere a Prodi di ritirare le sue dimissioni da presidente anche perché ho apprezzato molto l’ovazione dell’Assemblea verso Romano. Se Veltroni si fa carico del pluralismo interno non vedo l’esigenza di presentare liste alternative o rinviare l’elezione della direzione”.

Gianni De Michelis: “Non è una relazione convincente. Lacunosa nel perché il Pd è stato sconfitto. Non sarà facile riprendere un rapporto costruttivo dopo il tentativo di Veltroni di distruggere i socialisti e l’intera sinistra”.

Marco Follini: “Apprezzo molto la relazione del segretario. Non mi convince l’idea di una manifestazione contro il governo”.

I Video di Blogo