Monti rema ma le agenzie di rating declassano l’Italia. Gioco “sporco”?

Mentre il governo Monti, pur fra limiti e contraddizioni, rema forte con manovre di bilancio significative e interventi sulle liberalizzazioni per fare uscire il Paese dalle secche e ridargli una spinta, puntuale come un orologio svizzero arriva la mazzata dell’Agenzia rating di turno. Stavolta è la Fitch che declassa l’Italia di due gradini, da A+

Mentre il governo Monti, pur fra limiti e contraddizioni, rema forte con manovre di bilancio significative e interventi sulle liberalizzazioni per fare uscire il Paese dalle secche e ridargli una spinta, puntuale come un orologio svizzero arriva la mazzata dell’Agenzia rating di turno.

Stavolta è la Fitch che declassa l’Italia di due gradini, da A+ a A- con outlook negativo. Ma la gente comune torna a domandarsi: chi sono (e di chi sono) queste agenzie di rating? Sono davvero super partes, affidabili, credibili? Azzeccano le previsioni?

Da anni i fatti dimostrano il contrario. Chi non ricorda il premio della tripla “A” dato alla Parmalat poco prima del disastro? E la banca d’affari USA Lehman Brasher che godeva del rating “A2” prima del disastro fallimentare? Sono solo due esempi degli innumerevoli svarioni commessi da queste “autorevoli” agenzie.

Ma, al di là di “sviste” comunque inammissibili, c’è evidentemente ben altro. Non solo malafede. Quando la crisi è così pesante chi “gioca” sui mercati internazionali gioca duro, con tutte le carte di cui dispone. Per queste agenzie, nei fatti, Monti e Berlusconi pari sono.

Il direttore di Radio 24 Fabio Tamburini non ha dubbi: “Sono in corso operazioni speculative contro l’Euro e operazioni al ribasso sui mercati azionari”. E le Agenzie di rating svolgono il loro ruolo. Come definirlo se non uno “sporco” gioco? Come volevasi dimostrare.