Quando ci sarà il Ponte: la Sicilia, i rifiuti, le grandi opere

Mentre Tremonti Hood mette a punto la sua prima manovra finanziaria da neo ministro, un pezzo di Alfio Caruso su La Stampa di oggi riporta l’attenzione sulla madre delle grandi opere, il progetto per il quale il nostro premier vorrebbe passare alla Storia: il Ponte sullo Stretto di Messina.Una infrastruttura che, meglio di tutte le


Mentre Tremonti Hood mette a punto la sua prima manovra finanziaria da neo ministro, un pezzo di Alfio Caruso su La Stampa di oggi riporta l’attenzione sulla madre delle grandi opere, il progetto per il quale il nostro premier vorrebbe passare alla Storia: il Ponte sullo Stretto di Messina.

Una infrastruttura che, meglio di tutte le altre, simboleggia la mania di grandezza e la fissazione per le grandi opere, a prescindere da ogni considerazione sui loro costi e sulla loro utilità.

Stando alle previsioni, tutti i risparmi e i tagli che Tremonti sta mettendo in campo (vedremo in futuro con quali esiti…) non basteranno neppure per comperare spumante e cannoli siciliani per l’inaugurazione del ponte, che dovrebbe essere costruito dalla Impregilo, una azienda che con la gestione dei rifiuti in Campania ha ottenuto degli ottimi risultati…

Quando ci sarà il ponte…
Dunque, Berlusconi è proprio convinto che i siciliani volgano ogni mattina uno sguardo ansioso verso Scilla e Cariddi e si chiedano con animo turbato: cominciano o non cominciano? Forse una parte non esigua di costoro si accontenterebbe che venisse completata l’autostrada Catania-Siracusa-Gela. Venne avviata che l’uomo non aveva ancora posto piede sulla Luna, rischia d’esser finita dopo che avremo passeggiato su Marte. Comunque un record l’ha già stabilito: il sequestro da parte della magistratura del tratto, neppure inaugurato, Noto-Rosolini per una fessura di 20 metri. Altrove un simile intoppo avrebbe scatenato polemiche, interrogazioni, richieste di dimissioni. Ma altrove non hanno la prospettiva di godere un giorno del Ponte sullo Stretto.
La fessura, più grande dell’area di rigore nel calcio, è stata attribuita alla cattiva esecuzione dei lavori o addirittura al materiale scadente. Un binomio di responsabilità ormai conosciuto dagli inquirenti, impegnati da mesi a controllare le opere pubbliche compiute dalla Calcestruzzi, nei cui confronti i magistrati della procura nissena hanno scritto di attentato alla sicurezza. Dev’essere però il clima siciliano a congiurare contro l’asfalto delle autostrade. Ricordate quando Berlusconi andò a festeggiare la conclusione dei lavori sulla Palermo-Messina, nonostante mancassero una manciata di chilometri? Ebbene, dopo pochi mesi dovettero rimettere mano proprio al manto calpestato dai morbidi tacchetti del primo ministro: l’impertinente si era sollevato a causa delle piogge. Ma quando ci sarà il Ponte…

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