Running – 3 luoghi comuni sulla corsa

Molto spesso chi pratica un’attività come la corsa senza dedicarsi minimamente alla necessaria informazione medico sportiva e alimentare finisce col formarsi convinzioni errate, andando così a rafforzare alcuni luoghi comuni già abbastanza radicati. Ne prendo tre a caso. Sarà vero che il miglior modo per perdere peso in vista di una gara è semplicemente mantenere

Molto spesso chi pratica un’attività come la corsa senza dedicarsi minimamente alla necessaria informazione medico sportiva e alimentare finisce col formarsi convinzioni errate, andando così a rafforzare alcuni luoghi comuni già abbastanza radicati. Ne prendo tre a caso.

Sarà vero che il miglior modo per perdere peso in vista di una gara è semplicemente mantenere la stessa dieta mangiando meno?
In realtà ridurre la quantità di cibo può portare ad un insufficiente apporto di carboidrati con la conseguenza di trovarsi a corto di scorte di glicogeno, che il nostro corpo conserva nei muscoli e nel fegato. Bisognerebbe invece mantenere una dieta ad alto livello di carboidrati riducendo il contenuto di grassi.

Che dire del lievito di birra? Serve solo per la panificazione e nulla c’entra con la dieta di uno sportivo?
E’ vero il contrario, poichè il lievito di birra è un prodotto ricco di proteine, di vitamine del complesso B e di enzimi, nutrienti di cui è ricco fino a 10 volte di più della carne e del pane integrale; basti pensare che 10 grammi di lievito di birra coprono 1/5 del fabbisogno giornaliero di vitamine del gruppo B.

E’ usato per la panificazione da tantissimo tempo grazie allo sviluppo di cellule del saccaromyces cervisiae, ma le sue virtù vanno oltre questo utilizzo.
Non tutti sanno che il lievito di birra è in grado di passare indenne attraverso l’ambiente acido dello stomaco e raggiungere l’intestino dove riequilibra la flora batterica, cosa importante nei casi in cui si sia fatto uso di farmaci antibiotici. Gli enzimi contenuti nel lievito inoltre facilitano il metabilismo di vari altri principi nutritivi presenti negli alimenti.

Sull’assunzione di liquidi se ne sentono di ogni genere, per esempio che continuando a bere durante l’attività si riuscirebbe a non raggiungere mai la disidratazione.
Purtroppo la disidratazione non può mai essere compensata completamente per via del ritmo con cui i liquidi vengono persi durante la sudorazione che è maggiore rispetto alla velocità con cui vengono metabolizzati dopo l’assunzione.
Sotto sforzo prolungato quindi perdiamo acqua più velocemente di quanta ne riusciamo ad assumere. Ovviamente il non bere peggiorerebbe questo stato di cose quindi reintegrare le scorte durante una prestazione non è una cattiva idea, anche se lo stomaco di qualcuno (come il mio) potrebbe fare i capricci, inoltre liquidi troppo freddi potrebbero causare l’insorgere del classico “dolore al fianco“.