Riforma legge elettorale, bocciati i referendum a che punto è la questione porcellum

Malgrado il pressing di Napolitano, è il caos completo.

Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano continua il pressing perché la riforma elettorale venga fatta, dopo la bocciatura del referendum sul porcellum da parte della Corte Costituzionale. Il Presidente si sta spendendo in prima persona sulla questione incontrando tutti i principali partiti, consapevole, come scrive Il Foglio, di come l’argomento sia troppo politico per il “tecnico” Mario Monti e di come sia difficile per i partiti trovare un accordo sull’argomento senza che vengano messi alle strette.

Un primo apprezzamento per lo sforzo del Presidente è venuto ieri dall’Italia dei Valori, partito che più si è impegnato per il referendum e che aveva aspramente criticato Napolitano dopo la bocciatura: “Apprezziamo l’impegno del Capo dello Stato, che sta sollecitando il Parlamento a prendere una decisione in materia elettorale – ha detto ieri in conferenza stampa Di Pietro – Bisogna dare una risposta al milione e duecentomila cittadini che hanno firmato per il referendum”. Il leader Idv non si sbilancia però sulla formula da adottare, auspicando solo che “venga mantenuto l’assetto bipolare”.

Più nel dettaglio, si legge su Europa, scende invece il Pd, che sostiene una riforma che porti al doppio turno prevalentemente maggioritario, per permettere ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti e, anche, per mettere in difficoltà i partiti più piccoli. A partire da quel M5S che tante grane ha dato ai democratici. Ma se la riforma non dovesse passare, il Pd ha pronto il piano B. “Se rimane il Porcellum noi faremo le primarie per le liste elettorali”, ha confermato il vicesegretario Letta, un modo per fare ulteriori pressioni su chi, in fondo, non vuole cambiare la legge.

Il Pdl infatti non lo dice apertamente, ma mantenere la legge attuale, al massimo modificandola in parte, farebbe comodo: anche per non sciogliere gli ultimi legami con la Lega Nord. Lo ha confermato il capogruppo al Senato Gasparri: “Trovo demenziale passare all’uninominale. Va introdotto il premio di maggioranza al Senato e il meccanismo delle preferenze, ma il Porcellum ha di positivo che stabilisce prima le alleanze e consente di governare con un’ampia maggioranza”. Fabrizio Cicchitto non ha invece fretta: “La priorità è la crisi, poi si potrà pensare alla riforma elettorale, salvaguardando il bipolarismo”.

Su una cosa sola sono infatti d’accordo i due principali partiti: mantenere il bipolarismo attorno al quale sono nati. Ma su questo punto invece non è d’accordo Casini, disposto a cedere sull’indicazione del premier, ma che in un’intervista alla Stampa pochi giorni fa aveva confermato la sua volontà di andare verso una legge elettorale proporzionale alla tedesca.

Chi vuole il maggioritario, chi il proporzionale, chi modificherebbe solo un po’ il Porcellum, chi vuole le preferenze e chi no, e chi “minaccia” primarie a tutto campo:è il caos. La riforma elettorale sembra sempre un ostacolo insormontabile, troppi gli interessi che si contrappongono. Una situazione di stallo che sta anche causando una mezza rivolta sul web, dove molti sono desiderosi di nuove regole più democratiche. E in tutto questo, la moral suasion di Napolitano potrebbe non bastare.

Foto | TMNews

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