6 Nazioni – La crisi economica mondiale colpisce anche il rugby

Il mondo, in particolare quello occidentale, sta subendo uno scossone dalle dimensioni impressionanti. Il tracollo finanziario, partito dagli Stati Uniti, ma arrivato velocemente fin da noi, sta bruciando migliaia di miliardi di euro virtuali, ma che diventano, purtroppo, molto, troppo, reali. In questo terremoto economico molto moderno rischia di farne le spese una delle realtà

Il mondo, in particolare quello occidentale, sta subendo uno scossone dalle dimensioni impressionanti. Il tracollo finanziario, partito dagli Stati Uniti, ma arrivato velocemente fin da noi, sta bruciando migliaia di miliardi di euro virtuali, ma che diventano, purtroppo, molto, troppo, reali. In questo terremoto economico molto moderno rischia di farne le spese una delle realtà più antiche e tradizionali, il torneo del 6 Nazioni, come riportava ieri La Stampa, e come ha sottolineato Dane in un commento a un altro post.

Come potete leggere nel link qui sopra, infatti, la Royal Bank of Scotland, il main sponsor del torneo, è una delle banche più colpite dalla crisi di queste ultime settimane ed è a rischio la sponsorizzazione del 6 Nazioni a partire dall'edizione 2010.
E' il caso di preoccuparsi? Sì e no. Sì, perché purtroppo non è ancora chiaro dove la crisi ci porterà, se ci sarà o meno la tanto temuta recessione e, soprattutto, fino a che punto colpirà le varie Nazioni e le varie realtà economiche. Il dissesto finanziario rischia di travolgere centinaia di realtà che vanno al di là del "bluff della carta straccia" che sta sputtanando l'economia mondiale, e tra queste ci sono sicuramente gli sport professionistici. Essi sono legati, molto profondamente, alle sponsorizzazioni e ai diritti televisivi, due fattori che rischiano, ora, di venir seriamente ridimensionati.
E questo è il lato negativo e preoccupante. Quello positivo, come sottolinea anche La Stampa, è l'ampia gamma di sponsor vicine al mondo della palla ovale, le tante aziende che vedono nel rugby un ottimo bacino e che, quindi, sarebbero ben felici di sostituirsi all'RBS, nel caso decidesse veramente di mollare tutto. Quindi, panico o paura oggi sono inutili, ma dobbiamo tenere tutti gli occhi aperti. Perché il giocattolo rugby rischia di rompersi, per tanti motivi, e quello degli sponsor è solo quello più rumoroso, perché il più ricco. E' uno dei rischi del professionismo, ma lo è ancora di più dello pseudoprofessionismo, o del professionismo a metà.
La crisi economica che ci sta travolgendo, quindi, potrebbe non abbattere il 6 Nazioni, ma siamo così sicuri che non porti nel fango, con sé, alcune realtà nazionali come quella italiana?