Mafia: sequestro beni da 360 milioni a imprenditore di Partinico

A carico di Stefano Parra, già condannato per associazione mafiosa. Sigilli a cave, società, immobili e conti correnti.

La Dia di Palermo ha eseguito stamattina un maxi sequestro di beni a carico di Stefano Parra, imprenditore di Partinico (PA) impegnato nel del settore delle cave, edile e del calcestruzzo. Parra, di 47 anni, ha sulla spalle una condanna per mafia. Il valore del patrimonio sequestrato supera i 360 milioni di euro.

L’imprenditore è considerato dagli inquirenti “collettore” degli interessi di Cosa nostra nella gestione delle cave ma anche per gli affari legati a importanti appalti pubblici. Parra, arrestato per mafia nel maggio 2000, aveva anche dovuto rispondere dell’accusa di aver consegnato 5 chili di esplosivo e metri di miccia a lenta combustione ad alcuni esponenti mafiosi. Esplosivo che sarebbe stato utilizzato per fare brillare una caverna, dove sarebbero stati nascosti i cadaveri di alcune vittime di mafia appartenenti alla stessa cosca di Partinico.

La consegna sarebbe avvenuta in una cava di Montelepre, di proprietà del suocero di Parra, Leonardo D’Arrigo, 84enne presunto esponente di rilievo del clan di Partinico. Parra, già sottoposto alla sorveglianza speciale, inoltre è consocio di aziende edili e in questa veste, sempre secondo gli investigatori dell’antimafia, avrebbe pilotato l’aggiudicazione di appalti nei Comuni di Partinico, Montelepre, Borgetto (PA), attraverso il sistema della consegna preventiva delle buste con le offerte presentate dalle altre imprese partecipanti alla procedura. Parra era accusato di diversi episodi di turbativa d’asta finalizzati all’aggiudicazione degli appalti pubblici in quei centri.

Il provvedimento di sequestro odierno è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, su richiesta del direttore della Dia Arturo De Felice. Tra i beni messi sotto chiave otto società di capitali, tre cave, due imprese individuali, ventisei terreni, magazzini, diverse case, tra cui quattro in ville, impianti fotovoltaici e una dozzina di rapporti bancari e finanziari.

(Nel video in alto: Sequestrati beni per 1,5 mln ad Andrea D’Arrigo – Partinico, settembre 2012)

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