Lega Nord, Roberto Maroni: “Prendiamoci i voti del Pdl, non esiste più”

Il segretario federale della Lega Nord ai Giovani Padani: “Nelle alleanze tutto è aperto. Il governo dia risposte alla Lombardia”

Parlando all’assemblea dei Giovani Padani questo pomeriggio il segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni ha dettato le nuove regole del partito che fu di Umberto Bossi in merito alle alleanze politiche sul piano nazionale: il governatore lombardo ha anche ricordato l’appuntamento con l’assemblea federale della Lega per il 21-22 settembre a Venezia, nel quale si tireranno le somme definitive nel partito, fortemente scosso dagli scandali dei mesi scorsi.

In tema di alleanze Maroni sembrerebbe deciso a mollare definitivamente lo storico patto con il Pdl, che con tutta probabilità si ri-convertirà in Forza Italia: una mossa di Berlusconi che non piace evidentemente al governatore lombardo, che ha definito “aperte” tutte le possibilità di alleanze, ma facendo chiaramente intendere che con Berlusconi le intenzioni siano più prossime al divorzio:

“Il Pdl non esiste più fra pochi giorni e noi abbiamo l’opportunità di entrare lì e conquistarne i consensi. Noi non abbiamo bisogno di cambiare il nostro nome, di cui non ci vergogniamo. […] Ogni decisione è rimandata a Venezia, quando il Pdl si sarà chiarito le idee e noi saremo in grado di decidere sulla base di contenuti se continuare l’alleanza. Tutto è aperto, non c’è nessun automatismo nelle alleanze.”

Ai margini del comizio Maroni vestito anche i panni istituzionali di Presidente della Regione Lombardia, dettando con toni netti l’agenda lombarda e del governo Letta, cui ha chiesto l’applicazione dei costi standard al fine di diminuire la spesa pubblica; l’alternativa lombarda, ha lasciato intendere Maroni, è la violazione del patto di stabilità,

“come le altre Regioni.”

Per rispondere alle critiche mossegli da Umberto Bossi, senza tuttavia mai citarlo, Maroni ha sottolineato come il suo obiettivo sia l’ormai famosa macroregione del Nord

“che è la Padania. Chi mette in conflitto il Nord e la Padania o non ha capito bene o finge di non aver capito.”

Matteo Salvini, deputato e segretario della Lega Lombarda, ha invece puntato il dito sui “nemici”, su Bruxelles.

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