Catania, mafia: 6 arresti nel clan dei “Carcagnusi”

Operazione congiunta di carabinieri e Direzione investigativa antimafia: sequestrati beni per un milione e mezzo di euro

Sono 6 gli arresti eseguiti questa mattina in un blitz antimafia compiuto a Catania dagli uomini della Dia e dei carabinieri. Le misure restrittive emesse sono in realtà 9, ma il ritenuto boss del gruppo e altri due presunti esponenti del clan mafioso dei cosiddetti Carcagnusi (cosca Mazzei) sono tuttora ricercati.

Ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere il gip etneo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Oltre agli arresti le forze dell’ordine hanno eseguito il sequestro di un vero e proprio patrimonio fatto di società, negozi, bar, immobili e conti correnti.

La cosca dei Carcagnusi è stata sempre considerata parte di Cosa nostra: secondo gli inquirenti il padrino del clan Santo Mazzei, venne “tenuto a battesimo” dal boss Leoluca Bagarella (il corleonese cognato di Totò Riina) che per l’affiliazione si era scomodato a venire fino a Catania. Era il 1992.

Tornando all’operazione di oggi, denominata Ippocampo, le accuse a carico degli arrestati sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, trasferimento fraudolento di valori e intestazione fittizia di beni.

Per il traffico di stupefacenti i Carcagnusi sarebbero stati in collegamento con clan della Piana di Gioia Tauro (RC). Le ditte individuali e le società cooperative operanti nel settore della logistica e del trasporto merci finite sotto sequestro erano state intestate dalla cosca a dei prestanome: gli indagati così avrebbero riciclato proventi frutto di attività illecite.

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