Letta canta vittoria per il “contentino” Ue. Ma il Paese resta nel pantano

Con l’aria che tira, le metafore calcistiche dell’ex golden boy da sagrestia Enrico Letta (prima: “Facciamo spogliatoio” e poi: “Abbiamo fatto goal con l’Europa) ci stanno come i cavoli a merenda.

Non bastasse, ci sono ministri che sbroccano e, come quello del Lavoro Enrico Giovannini (ma dove è stato in questi due mesi?) nel commentare i fondi della “Garanzia Giovani” perdono il senso della misura: “Straordinario risultato dell’Italia in Ue”.

Il premier addirittura va oltre, lanciando un ultimatum alle imprese: “Adesso non hanno più alibi, devono assumere!”. Assumere chi, per fare cosa? Girarsi i pollici? Assumere per produrre cose che nessuno compra? Il lavoro serve a produrre beni e servizi, ma senza domanda non c’è sbocco. Dove sono le vere riforme per rimettere in moto l’economia? Il “contentino” del miliardo e mezzo non modifica di un acca una realtà che resta profondamente negativa.

Un debito pubblico di 2100 miliardi di euro, in aumento, con interessi fuori controllo. Una spesa pubblica annua di 810 miliardi, in aumento. Una disoccupazione giovanile al 30%, in aumento. Un peso fiscale reale non lontano dal 70%, in aumento. Una delocalizzazione industriale devastante, in aumento. Produzione industriale in continua discesa. Le chiusure di attività commerciali e artigianali in aumento, così come i fallimenti. Investimenti su cultura, scuola e ricerca pari a zero. Emigrazione giovanile in aumento, come in aumento è l’emigrazione clandestina. Costo della vita in aumento e potere d’acquisto in continua discesa. Sicurezza e fiducia dei cittadini in caduta libera. Distacco dei cittadini dai partiti e dalle istituzioni sempre più ampio e profondo. Legge elettorale “Porcellum”, da repubblica delle banane, con parlamentari nominati. Partiti mangiasoldi e strapieni di scandali, in aumento. Giustizia legata alla buona volontà dei giudici. Carceri da quarto mondo. Commistione fra politica e affari. Mafia, camorra, andrangheta a macchia d’olio, in aumento. Astensionismo dalle urne al massimo storico. Riforme zero. E, per carità di patria, ci fermiamo qui.

Caro Letta, cari ministri, di che parlate? Delle due l’una: o siete incapaci o siete furboni. Che, tradotto, vuol dire una sola cosa: “imbroglioni”.