Sergio De Gregorio rivela: «Parlamentari comprati da Verdini anche per la fiducia 2010»

L’ex senatore fa nuove confessioni sulla compravendita di parlamentari

di guido


Ormai non si ferma più Sergio De Gregorio, l’ex senatore Idv passato con il centrodestra, che ora è la “gola profonda” dell’inchiesta napoletana sulla compravendita di parlamentari. Dopo aver illustrato ai magistrati l’Operazione Libertà, cioè il piano di Berlusconi per sottrarre senatori al centrosinistra tra il 2006 e il 2008 e far cadere il governo Prodi, e tutti gli sviluppi successivi – dalla disponibilità ad appoggiare un governo guidato da Mastella, alla candidatura di Lavitola per riconoscenza – ora tira in ballo anche la famosa fiducia del 2010.

Era il 14 dicembre del 2010 quando alla Camera si tenne il voto di fiducia che avrebbe dovuto mettere fine al berlusconismo dopo la fuoriuscita dei finiani dal Pdl e la nascita di Futuro e Libertà. Le cose invece andarono diversamente, perché nonostante i calcoli della vigilia dessero quasi per certa la sfiducia, in extremis una piccola pattuglia di deputati di opposizione decise di votare la fiducia. Tra loro i più famosi furono senza dubbio gli Idv Domenico Scilipoti e Antonio Razzi, ma non mancarono i “finiani di ritorno”, che dopo aver aderito in un primo momento a Fli fecero all’improvviso un passo indietro.

In quei ripensamenti dell’ultimo minuto, spiega De Gregorio, ci fu lo zampino di Dennis Verdini e di una seconda Operazione Libertà. “I magistrati stanno approfondendo, non posso dire nulla” dice al Fatto Quotidiano De Gregorio, ma aggiunge che Verdini fu “il bomber della trattativa”. E che sa di almeno un altro parlamentare che in quel dicembre 2010 cedette al pressing berlusconiano, anche se non ne fa il nome.

Poi De Gregorio racconta altri due fatti emblematici. Il primo: grazie ai contatti con Hong Kong, De Gregorio avvertì Berlusconi che era stata chiesta una rogatoria internazionale per i conti intestati a Frank Agrama, socio del Cavaliere e condannato con lui al processo per i diritti Mediaset. Berlusconi, avvisato per tempo, parlò con l’ambasciatore cinese e riuscì a bloccare la rogatoria. Il secondo racconto è più recente: De Gregorio è stato avvicinato lo scorso dicembre da Verdini che gli ha offerto un posto sicuro al Senato. “Dai Sergio candidati. Andiamo tutti al Senato, io, te, Silvio, Nicola Cosentino. Ho visto i numeri, se ci facciamo eleggere lì non c’è la maggioranza per far passare le ordinanze di custodia cautelare” fu il discorso di incoraggiamento del coordinatore Pdl. Ma De Gregorio, racconta, aveva già deciso di collaborare con i magistrati dopo l’arresto di Lavitola.

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