Segreteria Pd: per sfidare Renzi spunta il nome di Stefano Fassina

La corrente bersaniana cerca di mettere ostacoli all’ascesa del sindaco di Firenze

di guido

Se Matteo Renzi si candiderà, come ormai pare certo, alla segreteria Pd, il suo sfidante numero uno potrebbe essere Stefano Fassina. Il nome dell’attuale viceministro dell’Economia, già responsabile economico del partito e leader dell’ala dei “giovani turchi”, è emerso nei giorni scorsi dall’assemblea della corrente “bersaniana”, che si è riunita per decidere le strategie su come affrontare il congresso che si terrà in autunno, e che deciderà il futuro del Partito democratico.

Sul congresso, per la verità, ci sono ancora diverse incognite, a partire dalla data: Epifani ha assicurato che non ci sarà nessun rinvio e che si partirà in autunno, ma è sul termine che non ci sono risposte. C’è chi, come i bersaniani, vorrebbero un congresso in due tappe per eleggere prima i segretari locali e discutere sui documenti, e poi passare in una seconda fase all’elezione del segretario nazionale, che slitterebbe così al 2014. Uno scenario che Renzi e i suoi sono intenzionati a combattere, e questo ha spinto i bersaniani a trovare un candidato da contrapporre subito al sindaco di Firenze.

Escluso l’appoggio a Gianni Cuperlo, voluto da D’Alema, e accantonata la possibilità di chiedere a Epifani di venire meno al suo impegno e candidarsi, ritiratosi dalla corsa l’ex ministro Fabrizio Barca, in corsa restano Pippo Civati e Gianni Pittella: entrambi, per motivi diversi, incompatibili con la linea dei bersaniani. Ecco allora l’inevitabile candidatura di Stefano Fassina.

Questo è lo scenario comparso sul Corriere di oggi, che però per avverarsi ha bisogno di alcuni presupposti. In primis il compattamento del fronte anti-Renzi: è chiaro che, soprattutto in caso di primarie aperte, per il sindaco di Firenze conquistare la segreteria sarà una passeggiata, soprattutto se contro di lui ci saranno tre-quattro avversari a spartirsi i consensi. Quindi Fassina starebbe cominciando un’opera di “moral suasion” per convincere gli altri sfidanti a farsi da parte. Soprattutto Cuperlo (che Fassina nominalmente appoggia), che sembra quello più intenzionato ad andare fino in fondo, nonostante non sembri avere chance di vittoria. In secondo luogo, c’è la ricerca degli endorsement di peso: Fassina ambirebbe all’appoggio di Nicola Zingaretti, ma ieri Renzi lo ha preso in contropiede andando a pranzo con il governatore del Lazio.

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