Ore 12 -Monti “rassicura”. Ma c’è lo spettro del mix inflazione-recessione …

E’ difficile non riconoscere a Mario Monti un impegno rigoroso e di grande intensità realistica per togliere l’Italia almeno dal ciglio del precipizio in cui era arrivata, anche per responsabilità del precedente governo Berlusconi-Bossi. Ma è altrettanto difficile non prendere atto che la cura da cavallo imposta dal governo dei professori non pare incidere positivamente

E’ difficile non riconoscere a Mario Monti un impegno rigoroso e di grande intensità realistica per togliere l’Italia almeno dal ciglio del precipizio in cui era arrivata, anche per responsabilità del precedente governo Berlusconi-Bossi.

Ma è altrettanto difficile non prendere atto che la cura da cavallo imposta dal governo dei professori non pare incidere positivamente (anche stamattina lo spread s’impenna oltre i 520 punti) e che, soprattutto, c’è il rischio di un prossimo avvitamento in un mix inflazione-recessione che farebbe precipitare la situazione economica con una incontrollata deflagrazione sociale.

Già si avvertono sintomi preoccupanti: i prezzi di molti prodotti vitali, invece di scendere o quanto meno stabilizzarsi, tendono a crescere, e non di poco. Se dovesse esserci un’impennata nelle prossime settimane, come reggeranno le famiglie, i ceti più deboli, le piccole imprese?

Ci sono comparti quali l’energia, l’acqua, tutta la filiera dei prodotti alimentari, i farmaci, sui quali il governo non può non intervenire con tempestività e decisione. Come? Con le liberalizzazioni? Ben vengano. Ma solo se fatte subito e solo se producono effetti immediati. Non servono altre dichiarazioni di intenti, né tanto meno, altri appelli a stringere ancora la cinta.

Il balletto “fase uno-fase due” non può tradursi nella festa per pochi e nella farsa (o tragedia) per i più. Rimettere a posto i conti pubblici è giusto e fondamentale per il Paese, ma non può tradursi in una mera esercitazione accademica. Servono scelte politiche. L’obiettivo del pareggio di bilancio non deve diventare fine a se stesso: o le riforme si vedono e si fanno sentire, o le urne sono dietro l’angolo. In mezzo al caos.