Monti, la “lezione” convince solo Casini. Di Pietro: “Televendite!”

S’aggrappa alle parole, anzi agli slogan Mario Monti, nella sua lunga e corposa conferenza stampa che Polisblog ha seguito in diretta. “Chiamatela fase Cresci Italia” ha chiosato il premier puntando tutto sulla concorrenza e la riforma del lavoro. Ma non ci sarà una “Seconda manovra”. C’è da crederci?Da “Salva Italia” a “Cresci Italia”, dunque. Tant’è

S’aggrappa alle parole, anzi agli slogan Mario Monti, nella sua lunga e corposa conferenza stampa che Polisblog ha seguito in diretta. “Chiamatela fase Cresci Italia” ha chiosato il premier puntando tutto sulla concorrenza e la riforma del lavoro. Ma non ci sarà una “Seconda manovra”. C’è da crederci?

Da “Salva Italia” a “Cresci Italia”, dunque. Tant’è che subito c’è il rimbrotto di Antonio Di Pietro: “Continua la politica delle televendite, il presidente del Consiglio magnifica i suoi decreti dandogli anche i nomi, prima Salva Italia, ora Cresci Italia, ma non ci ha detto come vuole farla crescere l’Italia e soprattutto quali italiani cresceranno. Monti non ha detto come intende combattere l’evasione, se non ratifica l’accordo con la Svizzera, sul lavoro ha detto che sta studiando la Fornero, sulla lotta alla corruzione ha risposto che sta studiando. Abbiamo già visto un presidente del Consiglio che sapeva vendere i provvedimenti prima di farli, ora abbiamo bisogno di un governo che prima fa le cose e poi le illustra”.

D’altronde, Monti non nega non nega che la manovra ‘salva Italia’ abbia potuto anche produrre effetti recessivi, come ha denunciato l’ex premier Silvio Berlusconi, ma tiene a precisare che senza farla “il sistema sarebbe esploso” quindi ricorda come sono andate le cose nell’ultimo anno: “Il mio predecessore, Berlusconi, il 23 dicembre 2010 disse: ‘non servirà una manovra correttiva’, le cose poi sono andate diversamente – ha detto il presidente del Consiglio -, nel frattempo sono state necessarie cinque manovre e solo l’ultima porta la mia firma”.Capito?

Risponde Matteo Savini (Lega Nord): “Se per far crescere l’Italia ci attacchiamo ai taxisti e ai farmaci al supermercato non so se ridere o piangere. La manovra doveva essere equa, invece sono andati a bastonare i pensionati e chi usa la macchina per lavorare. La colpa non è solo di Monti ma anche di chi c’era prima, noi compresi che non abbiamo potuto fare tutto quello che volevamo. Se avessimo fatto tutto bene saremmo ancora al governo”.

Il più soddisfatto è il leader dell’UDC Pier Ferdinando Casini: “La conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio mi conforta ulteriormente: siamo in buone mani, nelle migliori possibili per guidare il Paese nella drammatica crisi europea”. Lo dichiara in una nota Pier Ferdinando Casini aggiungendo che “abbiamo percorso solo un tratto di strada e mi auguro che il senso di responsabilità dei principali leader politici consolidi lo sforzo comune che abbiamo iniziato”. E il Pd? Riflette…