Decreto Carceri: via libera dal Consiglio dei Ministri

“Non è uno svuota-carceri, ma una nuova filosofia dell’ espiazione della pena”

Via libero al decreto sulle carceri fortemente voluto dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Una riforma che, a differenza del passato, punta a essere strutturale e a risolvere il problema del sovraffollamento che, come più volte fatto notare dall’Europa, lede i diritti fondamentali di decine di migliaia di persone.

Non è uno svuota-carceri, ma una nuova filosofia dell’ espiazione della pena”, ha spiegato il ministro. Ma in cosa consiste questa nuova legge? Come già si leggeva nella bozza, impedisce l’ingresso in carcere alle persone condannate a pene minori. Mentre è sparita dalla legge la norma che prevedeva la concessione degli arresti domiciliari o delle pene alternative a coloro che abbiano compiuto i 70 anni anche con pene superiori ai 4 anni.

In particolare, nel testo si legge:

Al passaggio in giudicato della sentenza, ove il condannato debba espiare una pena non superiore ai due anni (quattro anni se donna incinta o con prole sotto i dieci anni, o se gravemente ammalato) il pubblico ministero sospenderà l’esecuzione della pena dandogli la possibilità di chiedere, dalla libertà, una misura alternativa al carcere, che spetterà al tribunale di sorveglianza eventualmente concedere. Ove invece si tratti di autori di gravi reati o di soggetti in concreto pericolosi, ovvero sottoposti a custodia cautelare in carcere, questa possibilità non sarà offerta ed il condannato resterà in carcere.

E ancora:

Viene, altresì, ampliata la possibilità per il giudice di ricorrere, al momento della condanna, ad una soluzione alternativa al carcere, costituita dal lavoro di pubblica utilità. Tale misura, prevista per i soggetti dipendenti dall’alcol o dagli stupefacenti, fino ad oggi poteva essere disposta per i soli delitti meno gravi in materia di droga, mentre in prospettiva potrà essere disposta per tutti reati commessi da tale categoria di soggetti, salvo che si tratti delle violazioni più gravi della legge penale.

Il ministro torna anche sulla questione amnistia: “Sono ancora convinta della necessità dell’amnistia. La passata amnistia ha liberato 15-20mila posti nelle carceri: un’uscita così notevole consentirebbe interventi strutturali che porterebbero a risultati più duraturi”.

Ci sono però delle obiezioni che riguardano eventuali favori che la nuova legge riserverebbe a Silvio Berlusconi. Voci che vengono smentite dal ministro: “Nel decreto approvato non c’è nulla che possa essere letto a favore o contro Berlusconi, non tocca affatto il presidente Berlusconi ma la popolazione carceraria”.

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