Francia, i gruppi neofascisti annunciano la loro dissoluzione e l’immagine di Clément Méric perde un po’ della sua aura

Colpi di scena sulle tensioni tra estrema destra e l’affaire Clément Méric.

di sara

Dopo che il governo aveva annunciato, in reazione alla morte del giovane studente di sinistra, l’avvio di una strategia politica restrittiva nei confronti dei gruppi radicali di estrema desta, gli stessi hanno risposto con un nuovo colpo, l’auto-dissoluzione, annunciata ieri, 25 giugno 2013.
Il gruppo Troisième Voie e il suo servizio d’ordine, le Jeunesses nationalistes révolutionnaires (JNR), avrebbero quindi deciso di “sciogliersi da sole” per questioni d’onore, come confermerebbe il mediatico leader Serge Ayoub, un veterano della causa, in una conferenza stampa energica, nella quale, senza peli sulla lingua come al solito, precisa che la dissoluzione è stata registrata alla prefettura già una settimana fa e che quindi è inutile nascondersi dietro cavilli.

Ma non sono i soli ad essere al centro della scena, occupata anche dalle Jeunesses nationalistes, gruppo distinto dalle JNR fondato nell’autunno 2011 da nostalgici del Maresciallo Pétain, vicini ai neonazisti della greca Alba Doratad, che avrebbe ricevuto notifica di dissoluzione e il cui rappresentante Alexandre Gabriac avrebbe confermato alla Reuters il desiderio di continuare sulla medesima via. Senza dimenticare la meno nota Œuvre française, che, come la precedente, secondo la motivazione ufficiale, avrebbe tenuto:

propositi e atti che chiamano in causa l’integrità della Repubblica, diffondendo un’ideologia che incita alla discriminazione, all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi per origini, appartenenza o non-appartenenza a un’etnia, una nazione, una razza.

Spunta un video dell’aggressione, guerra d’interpretazione tra RTL e Libération e pioggia di reazioni

In seguito alla diffusione di alcuni commenti riguardo un video registrato dalla telecamera della compagnia dei trasporti parigini RATP, situata poco lontano dalla stazione della metro, le tesi si dividono, da un lato la versione di RTL, rimbalzata anche da Rue89, secondo la quale le immagini permetterebbero di confermare l’identità dell’assassino, escludendo l’ipotesi di linciaggio e mostrando un Clément Méric provocatore; dall’altro Libération, che conferma che i giornalisti della radio hanno avuto effettivamente accesso alle immagini, ma solleva parecchi interrogativi sull’interpretazione delle stesse, peraltro registrate a filo della strada e quindi limitate alle gambe dei protagonisti, da parte della polizia, precisando che se la registrazione:

prova che il gruppo di estrema sinistra ha atteso a lungo gli skinheads accanto alla stazione della metro (…) fisicamente è la banda d’estrema destra che è stata la più violenta.

Nel frattempo piovono altre reazioni:

E i membri di Action antifasciste Paris Banlieue, al quale apparteneva Méric, morto il cinque giugno scorso, hanno reagito alle informazioni diffuse da RTL, con un’affermazione lapidaria, arrivata dritta dalla bocca di Hervé e rilanciata anche sulle colonne di Libération:

Oggi Clément è stato assassinato per la seconda volta, per mano dei media.

Via | lemonde.fr/politique