Giorgio Bocca, non solo un galantuomo

E’ stato innanzi tutto uomo di questo tempo, Giorgio Bocca, che diceva “pane al pane e vino al vino” e scriveva come parlava. Uno così, morto ieri a 91 anni, è sempre andato controcorrente, seguendo il filo della propria ragione, capace di ammettere l’errore quando l’evidenza smentiva i fatti, anche quelli da lui raccontati. Mai

E’ stato innanzi tutto uomo di questo tempo, Giorgio Bocca, che diceva “pane al pane e vino al vino” e scriveva come parlava.

Uno così, morto ieri a 91 anni, è sempre andato controcorrente, seguendo il filo della propria ragione, capace di ammettere l’errore quando l’evidenza smentiva i fatti, anche quelli da lui raccontati. Mai fazioso, mai con la penna intinta nel calamaio della propaganda, un giornalista, uno scrittore e uno storico italiano fra gli italiani, fratelli “minori” sempre da bacchettare e da prendere per mano.

Era un “anti” per vocazione perché innamorato di quella giustizia e di quella libertà che cercava sempre da un’altra parte. Fu un instancabile, e spesso solitario, “scavatore” dei fenomeni più controversi della società e della politica italiana, con il gusto di una ironia dal sapore amaro, legata alle dure leggi della realtà storica e alle angustie dei fatti quotidiani.

Fuori dal gregge, quindi: lupo solitario antifascista dopo la sbornia giovanile del Duce, anticomunista, anticraxiano e antiberlusconiano tutto d’un pezzo, andava ben oltre l’ululare e l’abbaiare, privilegiando i fatti, da cui scaturiva l’analisi, per lo più asciutta e impietosa.

In una sua memorabile biografia di Palmiro Togliatti – vera e implacabile pietra miliare sul PCI e sul comunismo – Bocca scriveva: “Non si capisce Togliatti se non si capisce che anche il suo lucido realismo che alcuni chiamano cinismo, il suo intellettualismo, la sua accettazione dei poteri “millenari” delle grandi istituzioni, fossero la Chiesa Catolica o il grande stato socialista, avevano un senso perché credeva, pensava che stesse sorgendo una società nuova. Sbagliava, ma quanti uomini, quante generazioni hanno commesso un errore simile? E cosa sarebbe la storia degli uomini senza questi errori?”. Già.

Bocca se ne è andato con il suo solito sorriso stretto fra i denti: il berlusconismo è andato a rotoli, ma anche il Paese è nel pantano, come prima. Dare dignità “culturale” agli italiani, resta la meta. La battaglia continua. Non sarà facile rimpiazzare, nella prima fila, uno come Giorgio Bocca. Non solo un galantuomo.

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