Antonio Di Pietro: «La manovra è una berlusconata»

Il leader dell’IdV, ospite di Michele Santoro, torna a fare opposizione.

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E’ tornato definitivamente a fare opposizione, Antonio Di Pietro. La fa coi suoi toni e i suoi modi – senza il loden, insomma – ma si distingue dall’altra forza di opposizione alla quale paradossalmente è unito, la Lega Nord. Anche se i due elettorati, probabilmente, per molto tempo sono stati accomunati dall’essere portatori di un voto di protesta.

Ospite di Michele Santoro a Servizio Pubblico proprio nel giorno in cui l’IdV al Senato ha dato lo strappo e non ha votato la fiducia al governo Monti, Di Pietro ha commentanto la manovra, parlato del Presidente della Repubblica, detto la sua sul futuro politico del paese.

Sul decreto salva-Italia, Di Pietro non ha dubbi:

«E’ una berlusconata: e ci voleva sto fior fiore di professori per sta berlusconata?»

Sul ruolo di Napolitano, che di recente ha tenuto a sostenere che non ci sia sospensione della democrazia, il leader dell’IdV aveva già detto ieri. E ha rincarato la dose:

«Che il presidente della repubblica, in questo momento, sia solo arbitro non ci crede nessuno».

Infine, sulla situazione politica attuale, Di Pietro ha ribadito il concetto – pur criticando la manovra -, il governo Monti sia lì solo per risolvere la situazione emergenziale e poi debba lasciare il posto a nuove elezioni di un nuovo parlamento che esprimerà il proprio esecutivo, e ha parole dure sia per gli ex alleati che per il partito cui si oppone da sempre:

«Pd e PdL dovrebbero spiegare agli elettori a che titolo stanno insieme nella maggioranza».

Naturalmente, il leader dell’IdV ha anche ricordato un appuntamento importante: l’11 gennaio 2012, citato proprio oggi da Gabriele Ferraresi. E’ il giorno in cui la Corte Costituzionale deciderà sul referendum contro il porcellum.