Esercito nelle città. La Russa e Maroni vogliono militarizzare l’Italia?

In questi giorni, mentre il Consiglio dei Ministri licenzia un vergognoso provvedimento contro la libertà d’informazione e contro la possibilità per i giudici di usare in modo utile e proficuo le intercettazioni, e mentre si cerca di bloccare i processi del premier, la scelta del ministro della Difesa (o della guerra?) La Russa e del

di bruno

In questi giorni, mentre il Consiglio dei Ministri licenzia un vergognoso provvedimento contro la libertà d’informazione e contro la possibilità per i giudici di usare in modo utile e proficuo le intercettazioni, e mentre si cerca di bloccare i processi del premier, la scelta del ministro della Difesa (o della guerra?) La Russa e del ministro degli Interni Maroni di inviare circa 3000 soldati in alcune città sta suscitando profonde polemiche.

Polemiche non pretestuose. Infatti, l’invio di soldati nelle città è un provvedimento assolutamente sbagliato. Non tanto perchè non sia necessario un incremento delle forze di polizia, ma perchè i soldati potrebbero peggiorare la situazione anziché migliorarla.

Una critica ben riassunta dalle parole di Fabio Mini:

“Cosa succede, infatti, se con l´esercito per le strade la sicurezza non migliora, come sempre succede quando le funzioni sono di mera facciata? Qual è il gradino successivo dell´intervento? Chi mandiamo per strada la notte? La Nato? I mercenari?”

Mario Arpino, dal canto suo, ha opinioni un pò diverse.

Comunque, dato che la certezza della pena sta diventando un’utopia sempre più astratta, e dato che la situazione della giustizia italiana è sotto gli occhi di tutti, compresi naturalmente i delinquenti, che paura farebbe un Beretta Ar 70/90 o un Panzerfaust rispetto ad una pistola o ad un manganello? Escludendo che i soldati abbiano l’autorizzazione di sparare all’impazzata con le mitragliatrici o con i fucili d’assalto (per non parlare dei bazooka), la risposta è: poca.

Forse un soldato armato di tutto punto potrebbe dissuadere un ladro o uno spacciatore dal compiere atti criminali? Non credo. Perlomeno, non nelle città del Nord e non con questa situazione politica (con vari tentativi di indebolire le indagini dei magistrati). Infatti, non credo che per combattere “il degrado”, i furti, le rapine, gli scippi siano utili i soldati dell’Esercito. Piuttosto, sarebbe meglio rimpolpare gli organici delle forze dell’ordine, rinforzare il parco automezzi, dotare Polizia, Carabinieri e GdF di strumenti moderni, modificare le leggi in modo repressivo ma logico ( piuttosto che in modo strumentale e populistico, come è stato fatto recentemente).

Il problema di fondo non è garantire più sicurezza o dimostrare in modo efficace e visibile la presenza dello Stato. Il problema è come reagire in modo flessibile e intelligente a problemi molto diversi.

Il caso dei Vespri Siciliani è emblematico. Quell’operazione ebbe esiti in buona misura positivi non solo perchè furono impiegati molti più uomini, ma anche perchè la situazione politica e militare in Sicilia era totalmente diversa da quella attuale del nostro paese; in quel periodo la sfida della mafia allo Stato era diventata palese anche per il più reticente dei politici. Dopo Capaci e, soprattutto, via D’Amelio, la sfida terroristica e criminale di Cosa Nostra alle istituzioni aveva raggiunto livelli intollerabili. Si era, praticamente, in guerra. Italiani contro italiani. E quindi l’intervento dell’esercito, che presidiò tribunali, procure, ecc. fu molto utile. Oltre a far vedere ai mafiosi che lo Stato sapeva reagire in modo durissimo ed evidente (anche per via di importanti leggi antimafia approvate in quel periodo), permise a molti poliziotti e carabinieri di essere utilizzati per indagini, controlli, pedinamenti.

Ma la situazione attuale in Italia è diversa. Nelle città del Nord è diversa. Invece, è una cosa che pochi hanno detto, la situazione del Sud Italia è critica. La mafia, la ‘ndrangheta e la camorra infatti controllano de facto ampie zone del Meridione. Certo, non mettono più tritolo sotto le autostrade, ma la ferocia, la violenza e l’arroganza non sono certo scomparse. Sono diminuite, sono passate in secondo piano rispetto all'”emergenza rom”, all'”emergenza extracomunitari”, a tutte le emergenze più o meno finte di questi mesi.

Tuttavia, il controllo mafioso del Sud Italia continua ad esistere. PIù opaco, più difficile da vedere, ma esiste. Perchè non inviare le truppe nel Sud Italia a “riconquistare” le zone occupate dalle mafie, così come si è fatto, in parte, durante i Vespri Siciliani? Perchè non organizzare un’ampia e organizzata risposta alla sfida della criminalità organizzata?

Speriamo che le cose non vadano a finire nel modo previsto da LaPrivataRepubblica:

“Un Ignazio La Russa finalmente disintossicato, tirato a lucido (si mormora in giro che sia addirittura Ministro, ma sono solo malelingue che fomentano l’odio razziale) ha detto che l’esperimento durerà solo sei mesi, al massimo un anno. Poi si incomincerà a fare sul serio.”

Foto: obbino -will delete his account- da Flickr